
E’ un’area cittadina particolarmente importante per la sua centralità, la suggestiva prospettiva paesaggistica e le diverse potenzialità urbanistiche che possiede. Quando fu inaugurato
il Tempietto a mare sul lungomare “Falcomatà”, sembrava quasi si fosse ridotta la distanza con Messina: da quell’incantevole luogo con lo specchio d’acqua che rifletteva la sua naturale bellezza sembrava si potessero toccare le due città. Da lì in poi, si proseguì con una serie di lavori che portarono alla creazione della strada che collega il Tempietto al ponte Calopinace. Seicento metri di percorso unirono due punti nevralgici della città, offrendo ai reggini e non solo, una alternativa a quella che si sviluppa di fronte alla Stazione Centrale decongestionando il traffico veicolare del centro urbano. Si restituiva così alla città, un luogo abbandonato, trasformato in una discarica abusiva e meta di clochard e lucciole. Da quel lontano 2011, tante cose cambiarono e i primi segni di chi non vuole bene a Reggio Calabria furono immediatamente visibili. I primi atti vandalici con distruzione di vetrate, lampioni e scritte sulla statua posta al centro dell’area urbana si registrarono qualche mese dopo l’inaugurazione. La parte buona e civile della città “insorse” così come l’amministrazione Arena che dispose nel 2012 gli ultimi interventi di riqualificazione dello spazio deliberando lo stanziamento delle risorse economiche per la realizzazione di un primo intervento di restyling. L’area che si presenta come un terminale della passeggiata marina reggina, è stata più volte, per la sua vastità, destinata ad eventi o attività di aggregazione e ricreative, anche per l’ampio parcheggio presente. Ed oggi, proprio quell’area adibita per parcheggi di scambio e sosta a pagamento, consente a più di 200 utenti di poter posteggiare a tariffe molto vantaggiose e di lasciare il proprio mezzo in un luogo debitamente controllato da operatori dell’Atam. Purtroppo, però sono serviti a poco gli sforzi fatti per riqualificare l’area e risanare la ringhiera artistica dell’ex fortino a mare e consentire l’adeguamento e la messa a norma dell’impianto di pubblica illuminazione, danneggiato irrimediabilmente da innumerevoli atti di vandalismo. Oggi, passeggiando tra quello che è rimasto di uno spazio urbano, possiamo prendere solo atto di un tempietto devastato con un bagno inaccessibile, pieno di materiale edile e spazzatura, la pavimentazione scardinata e distrutta, i lampioni privi di plafoniere, l’area verde non curata e secca, pietre gettate sull’asfalto, scritte e disegni di writers anche sulle ringhiere. Eppure, l’area del Tempietto, nonostante mostri i segni dell’incuria umana, resta sempre una delle zone più belle di Reggio e a testimoniarlo sono i tanti cittadini che non perdono l’abitudine di passare qualche ora in quell’angolo di “mondo” naturale purtroppo poco amato ma tanto offeso.







(foto di Marco Costantino)




