
Oggi, la scuola i piccoli alunni del plesso scolastico ‘’Lombardo Alighieri’’, l’hanno fatta a piazza Italia. Con tanto di banchi e sedie prelevate dalle classi
che li dovrebbero ospitare tra Catona e Arghillà. Ad accompagnarli i genitori, letteralmente sfiniti da una emergenza che sembra non avere mai fine. Ma sono lì a sostenere coi loro ragazzi una protesta che ritengono sacrosanta. E non sembrano disposti a mollare.
Giuseppe Tripodo, del Consiglio di Istituto della ‘’Lombardo Radice’’ di Catona, tratteggia un quadro a tinte fosche, in cui a perdere sono soltanto i piccoli alunni che frequentano i plessi scolastici che ospitano qualcosa come 440 studenti. ‘’Siamo stufi delle promesse delle istituzioni, a cui non seguono fatti – sbotta Tripodo -. Ci ritroviamo ad avere ormai da tempo la scuola di Salice chiusa, il plesso centrale di Catona, che è anche quello più grande, chiuso, in quanto inagibile. Ci avevano promesso che entro luglio sarebbero iniziati i lavori di consolidamento e ristrutturazione ma siamo ancora a zero. Abbiamo iniziato l’anno scolastico di nuovo coi turni pomeridiani, quando ci avevano promesso che non sarebbero più stati fatti’’.
Sempre a Catona c’è il distaccamento della scuola media, che va messa in sicurezza, vista la mancanza di una scala antincendio e soprattutto di infiltrazioni di acqua piovana. A tal proposito i genitori dei piccoli alunni si sono attivati per riparare alla meno peggio il guasto. E di tasca loro.
Ad Arghilla ad ospitare parte delle classi del plesso centrale è il Centro civico. Anche lì c’è la necessità di lavori di adeguamento, ed anche lì si registrano infiltrazioni tali da far piovere dal tetto sulla testa degli studenti. I genitori parlano di una situazione tragica, anche perché non si può disporre dello scuolabus, con grave disagio per chi non ha la possibilità di spostarsi con la propria auto.
Secondo l’opinione diffusa tra i genitori presenti davanti Palazzo san Giorgio, il Comune tergiversa. Anche perchè doveva avviare i lavori per sistemare il centro civico di Arghillà per consentire ai piccoli di fare scuola negli orari mattutini: ‘’Hanno fatto passare tutta l’estate, siamo ad ottobre e siamo qua a protestare. È una situazione ormai critica. Le istituzioni sono al corrente del problema, ma nessuno si è prodigato per risolverlo’’. Tanto che, raccontano con amarezza, molte famiglie hanno deciso di far cambiare scuola ai propri figli.
Intanto la mattinata scorre e una rappresentanza dell’Istituto, con genitori, dirigenti e professori, è stata ricevuta in Prefettura.




