
di strutture sta marcendo sotto i colpi di un notevole degrado ambientale, senza che nessuno prenda seri provvedimenti affinchè tali beni, possano essere utilizzati da associazioni di volontariato che trarrebbero servizi utili per la popolazione.
A tal proposto il Governatore della Misericordia di Reggio Calabria Angelo Cuzzola dice: la nostra associazione operante a livello nazionale, ha cercato spesse volte di instaurare un dialogo con le istituzioni, riguardo la gestione dei beni confiscati, nell’anno 2007 ci è stato assegnato un appartamento che purtroppo non abbiamo potuto utilizzare per i progetti che avevamo studiato, in quanto non conforme lle caratteristiche richieste. Abbiamo inviato recentemente una comunicazione al Commissario straordinario del Comune, comunicando la nostra volontà di rendere libero il bene e, ancora oggi siamo in attesa di conoscere le modalità per la restituzione delle chiavi.
Siamo venuti a conoscenza tramite l’agenzia dei beni confiscati, che in città sono tanti gli stabili ed i terreni che attendono di essere assegnati, le procedure prevedono che devono essere i comuni a farne richiesta per poi poter avviare le pratiche di consegna. Noi abbiamo inoltrato parecchie richieste ma ad oggi le stesse sono rimaste sorde, la nostra Confraternita ha stilato tanti progetti che spaziano dal sociale al sanitario, alla formazione all’emarginazione, tutti progetti che rimangono fermi per mancanza di strutture.
Noi chiediamo soltanto di avere un incontro con chi si occupa di gestire questi patrimoni per individuare quello che fa al caso nostro, non chiediamo sovvenzioni ne prestiti, chiediamo soltanto di poter mettere a disposizione di un territorio maltrattato e abbandonato da tutte le istituzioni, le nostre professionalità in modo da dare una svolta alla vita sociale della nostra città.
Abbiamo a disposizione personale medico, paramedico, validi soccorritori per poter creare un polo sanitario gratuito affinchè i più bisognosi possano accedervi senza pagare alcun compenso e, ricevere un’adeguata assistenza sanitaria, abbiamo un parco macchine attrezzato per l’emergenza e i trasporti, tutti mezzi parcheggiati alle intemperie e facilmente depreziabili, vista la mancanza di un autoparco per il ricovero. Stiamo progettando la nascita di una casa accoglienza per donne madri sole, senza possibilità di residenza e inoltre, stiamo progettando anche un centro residenziale per parenti che si recano presso il nostro ospedale non hanno alcun appoggio logistico dove risiedere.
Ultima chicca, è allo studio da parte del nostro personale tecnico, un centro di riabilitazione post operatoria, oggi presente solo a Crotone in tutta l’intera Calabria.
Il problema principale è la mancanza di strutture che ci sono e stanno morendo, e pensare che al giorno d’oggi non è semplice trovare chi non chiede contributi economici, ripeto, noi siamo disposti a sostenere le spese di ristrutturazione e ammodernamento, per il resto basterebbe un po di buona volontà e impegno da parte delle istituzioni.




