STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
venerdì, Ottobre 16, 2026
Strill.it direttore Raffaele Mortelliti
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
Strill.it direttore Raffaele Mortelliti
No Result
View All Result
Home CITTA

Reggio, Libera e RnT abbracciano la denuncia pubblica dell’imprenditore Spinelli contro la ‘ndrangheta: ‘’Senza lavoro non saremo mai liberi''

22 Agosto 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 5 minuti
0
libera13agosto
di Claudio Labate – Giuseppe Spinelli vive tra Reggio e Seminara dove gestisce un’azienda agricola ereditata dal padre. ‘’Le tre querce’’ si

estende su ventotto ettari di terreno al confine tra i Comuni di Seminara, Oppido e San Procopio. Un’azienda con coltivazioni arboree in biologico che ha una sua vocazione turistica e didattica. L’8 agosto scorso ha subito l’ennesimo atto intimidatorio: un incendio che, partito da un appezzamento vicino, si è propagato sui terreni aziendali, senza però colpire in alcun modo le proprietà circostanti. Per Giuseppe si tratta di danneggiamenti mirati messi in atto dai soliti ignoti al fine di un’acquisizione criminale della proprietà e quindi del dominio di fatto dei terreni agricoli. Insomma un’estorsione vera e propria, al pari dei danneggiamenti subiti negli anni passati.
Giuseppe è un omone dai modi gentili. Si presenta nella sede di Libera con una maglietta singolare quanto significativa: un pescecane che insegue un pesce piccolo ma che alle spalle a sua volta è inseguito da una moltitudine di pesci piccoli che ne formano uno grande. Il suo è un invito alla comunità. Un invito a non smettere di combattere, perché da soli si finisce solo per essere eroi, invece ‘’noi vogliamo una comunità che lavora insieme, perché se non corriamo dei rischi e non facciamo fronte comune non si va da nessuna parte’’.
Spinelli, anche per l’ultimo episodio, ha sporto formale denuncia presso il commissariato di Palmi che ormai da anni e con solerzia si è interessato al caso, coinvolgendo anche la DDA di Reggio Calabria. Tuttavia aggiunge ‘’Nonostante denunce e condanne, di fatto, gli eventi criminali continuano a colpire l’azienda, specie nel periodo estivo, con una persistente azione di controllo sulle sue attività. Quest’anno è toccato all’oliveto giovane, l’anno passato all’agrumeto e all’oliveto storico, l’anno prima a tutta l’azienda. In definitiva si vuole impedire all’azienda di produrre’’.
Una storia, quella de ‘’Le tre querce’’, costellata da azioni criminose condotte in suo danno. ‘’Fin dagli anni 60 con mio Padre e, a partire dall’anno 1998 con conduzione diretta da parte mia – racconta Giuseppe – l’azienda agricola è stata oggetto di varie azioni criminose che sono consistite non solo nell’abbruciamento delle coltivazioni e dei manufatti, taglio degli alberi, distruzione delle recinzioni, affossamento dei canali e pascolo abusivo, furti, danneggiamenti di attrezzature e altro, ma si è inibito, altresì, il reperimento della manodopera necessaria ai lavori di coltivazione e di raccolta dei frutti pendenti, con l’intento di demotivarne l’attività si da indurci a valutare l’opportunità della cessione dei terreni medesimi con valutazioni sottostimate; fino ad impedire la vendita dei terreni medesimi. Il fatto criminoso più eclatante è avvenuto la sera del 9 luglio 2011 quando ignoti hanno scassinato le porte di ferro dell’Agriturismo “Maria Sofia di Borbone” all’interno dell’azienda e hanno asportato le cucine, le suppellettili e ogni altra attrezzatura utile per iniziare l’attività, da poco acquistati’’.
Al suo fianco, in questa denuncia pubblica, ci sono le associazioni Libera e Reggio non tace che hanno deciso di non lasciare solo Giuseppe.
Francesco Perrelli di Rnt dimostra con le sue parole la vicinanza dell’associazione ad un’azienda storica che con tenacia tiene duro. Racconta che Reggio non tace è in contatto con l’imprenditore già da tempo e che in occasione del secondo incendio sull’uliveto ‘’avevamo lanciato una raccolta delle arance solidali e successivamente delle olive, attivando due azioni, una di solidarietà ed una educativa, per dare continuità a quella attività attraverso la costituzione di una cooperativa sociale’’.
Spinelli, dal canto suo chiarisce che ‘’nella nostra azione educativa con i minori a rischio questi sono stati pagati regolarmente con dei voucher per affermare un principio, il lavoro costa e va rispettato. Se alle persone togliamo il lavoro togliamo uno dei diritti fondamentali, quello di essere libero’’. Sul terreno porta il suo apporto anche la storica cooperativa ‘’La Valle del Marro’’ con la quale è in corso una convenzione per migliorare le coltivazioni. E anche perché per Giuseppe è diventato sempre più difficile trovare manodopera in loco.
Francesco Spanò, di Libera, conferma il sostegno a Giuseppe: ‘’è normale quello che stiamo facendo, qui, oggi, 13 agosto, anche perché la ‘ndrangheta non va in ferie. Spinelli tra l’altro aderisce a ‘’Reggio Libera Reggio’’, ed ha fatto una scelta: quella di non sottoporsi alla criminalità. Ma purtroppo ci sono mille modi per vessare’’.  Spanò prosegue: ‘’Così come non deve diventare routine la notizia delle vessazioni, noi dobbiamo far sì che non siano routine le nostre conferenze stampa, cioè che alla protesta e all’indignazione non segua il fatto che Spinelli non prosegua la sua attività. Si deve fare in modo – afferma – che quell’azienda cresca e diventi modello su quel territorio’’. Richiama quindi le istituzioni, dalle quali si aspetta una risposta importante, ‘’anche con segnali simbolici per far capire da che parte stanno perché a volte non si capisce’’.
Mimmo Nasone nel suo intervento rilancia il concetto della dignità del lavoro e della libertà da tutto quello che significa violenza. ‘’A noi – dice – quello che preoccupa è che il nostro territorio è assediato da situazioni come queste. Segnali recenti ci sono stati a Locri e a Reggio con l’esplosione di diversi colpi di pistola contro l’auto di un imprenditore. In gioco c’è la nostra libertà e la nostra dignità. Loro vogliono imporre il loro potere decidendo chi e come deve lavorare e taglieggiando chi si oppone’’. Parla quindi di una ‘’nuova resistenza, in cui le vittime non sono solo quelle che sono colpite, ma siamo tutti noi che non possiamo esercitare il nostro diritto al lavoro e a fare impresa’’
Spinelli è un fiume in piena. A chi gli domanda se il suo coraggio non rischia di apparire come una provocazione risponde: ‘’Per la ‘ndrangheta il coraggio non è una virtù, ma lo è l’obbedienza. I valori sono cambiati, l’obiettivo è quello di controllare il potere’’. E non rinuncia a tirare una stoccata alle Istituzioni: ‘’Sono grato a quelle istituzioni che operano con grande sacrificio per contrastare l’azione eversiva che la malavita organizzata sta cercando di svolgere sul nostro territorio e io mi considero in primo piano per combattere con loro. Magistrati e forze di polizia vanno in questo aiutati oltreché sollecitati. Ma come è possibile che lo Stato si comporti nei confronti dei suoi cittadini con una logica che sembra mutuata dalla ndrangheta’’ dice riferendosi tra l’altro anche ai metodi di Equitalia che ‘’mette in atto usura di Stato’’.
Il messaggio ai compaesani
‘’La domanda che mi pongo a questo punto – ancora Spinelli – è la seguente: di fatto sono un sequestrato dalla ‘ndrangheta o, se vi pare meno forte, sono agli arresti domiciliari da questa controllati? Eppure sto solo difendendo me stesso come San Tommaso d’Aquino e come Thoreau diversi secoli dopo, proponevano: vi è anche una disobbedienza civile da utilizzare per creare sensibilizzazione e, infine, risolvere i problemi.
Vorrei dire ai miei concittadini acquisiti: siamo di fronte ad una Seminara/piana operosa o a una Seminara/piana mafiosa? Non consideriamola una sfida, è solo una considerazione ad alta voce perché io desidero contribuire allo sviluppo del nostro territorio. Senza imposizioni.
Ma forse è chiedere troppo in un territorio in cui l’arroganza e il raggiro sono di mestiere, dove la raccomandazione illecita è lecita, dove il rivolgersi al potente di turno per avere un beneficio è la prassi, dove la falsa testimonianza è un diritto, dove il servilismo fa promettere ciò che non si può mantenere, dove l’impegno nel malaffare dei pochi sopperisce all’indifferenza dei molti. Dove la responsabilità è sempre degli altri, il sotterfugio il mezzo per emergere e la menzogna il
solo modo per non soccombere. Dove l’invidia è forte come l’onore e il silenzio.
Lo sfogo non calzerà per tutti, ovviamente, ma se il S. Giuseppe posto nella chiesetta del mio podere non fosse stato bruciato, forse qualche intercessione poteva farla alla Madonna dei Poveri e proteggere i non collusi. Ma anche questa è acqua passata. Un’occasione perduta: della statua di San Giuseppe è rimasto solo un piede, come voi tutti ormai ben sapete, e dell’altare non vi è più traccia…’’

Post precedente

Villa San Giovanni (RC): la soddisfazione di Siclari per il meeting ''Legalitalia''

Post successivo

Cittanova (RC): ''Estate a San Pietro'', il programma entra nel vivo

Post successivo

Cittanova (RC): ''Estate a San Pietro'', il programma entra nel vivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it