“la custodia cautelare in carcere solo per i delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni”. Questo vorrà dire che per il reato di stalking, le cui pene non sono superiori ai quattro anni, non si avrà più la custodia cautelare.
Vorremmo ricordare a tutti i nostri parlamentari che proprio gli ultimi casi di femminicidio, Cristina Biagi uccisa il 28 luglio ed Erika Ciurlia il giorno dopo, sono connotati dalle pregresse e molteplici denunce di stalking da parte delle vittime.
Come si può quindi votare un simile emendamento? Per quanto ci riguarda questa non può che essere definita “complicità”!
La ratifica della convenzione di Istambul ci aveva fatto ben sperare, ma ci rendiamo sempre più conto che PROBABILMENTE tutto rientra nella perenne “campagna elettorale” bipartisan in cui la strumentalizzazione, anche delle donne vittime di violenza ai fini di ottenere consenso, ha raggiunto l’apice!
Nel tentativo forse di evitare la detenzione per i colpevoli di finanziamento illecito ai partiti è sfuggito quello che tale decisione avrebbe provocato in tema di femminicidio?
Quali quindi le priorità di questo governo?
Ce lo chiediamo da tempo ormai ma, in questa circostanza, ci piacerebbe chiederlo alle nostre parlamentari donne che hanno votato a favore.
Bisogna al più presto rimediare a tale scempio e pensare a quello di cui le donne vittime di violenza hanno realmente bisogno.
Se questo è il tanto decantato FARE noi ne facciamo volentieri a meno!
Chiediamo pertanto oltre alla modifica dell’emendamento che si mettano in atto tutte le politiche necessarie affinchè venga affrontato seriamente il fenomeno…siamo stanche di piangere le vittime!
Comitato “Se non ora, quando? Reggio Calabria




