
Rossano, Corigliano, Bocchigliero, Caloveto, Paludi, Campana, Terravecchia e Longobucco. Nell’indagine sono indagate 23 persone tra le quali amministratori e tecnici comunali, nei confronti dei quali vengono ipotizzati i reati di disastro ambientale e di danneggiamento di acque pubbliche. L’operazione, denominata ”Calipso”, e’ il risultato di indagini protratte nel tempo e condotte dal Nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale (Nipaf) diCosenza. Dalle indagini sarebbe emerso che negli impianti, alcuni dei quali fatiscenti, c’era una sistematica attivita’ di raccolta e smaltimento non autorizzato dei rifiuti costituiti dalle acque reflue urbane e dai fanghi derivanti dal trattamento delle stesse acque attraverso gli impianti. L’attivita’, inoltre, sarebbe avvenuta in totale assenza di depurazione dei reflui urbani e la situazione sarebbe risultata ancora piu’ grave dopo gli esiti delle analisi dell’Arpacal effettuate nei vari impianti, che hanno evidenziato il superamento dei limiti previsti dal decreto in materia ambientale. Dalle analisi dell’Arpacal e’ emersa un’alta concentrazione, sia nelle acque interne che nei terreni, di carbonio organico disciolto, di richiesta biochimica di ossigeno e di Escherichia coli. (ANSA).




