
Rende si ritrova senza sindaco. Uno dei centri più importanti della regione non ha più, dunque, la sua guida amministrativa.
Le dimissioni del primo cittadino, Vittorio Cavalcanti, sono state rese note attraverso un’intervista realizzata da ”Il Quotidiano”.
La scelta, secondo quanto rivelato, era maturata già da diversi mesi e l’arrivo della comissione d’acceesso antimafia in Comune non è risultata decisiva ai fini della presa di posizione.
Anzi, Cavalcanti ha voluto evidenziare di avere un “incrollabile rispetto istituzionale per il ruolo della magistratura”, aggiungendo che il suo lavoro è stato da subito teso a marcare le regole e a chiudere gli spazzi troppo discrezionali, calamitando critiche e senza poter beneficiare del sostegno dei propri collaboratori, rei di averlo isolato nella sua voglia di avere discontinuità con il passato.
Eletto nel maggio del 2011, Cavalcanti non ha risparmiato frecciate: “Io ho difeso Rende, il Pd non l’ha fatto. Le maggiori responsabilità le attribuisco al Partito Democratico. Davanti a una maggioranza timida e scarsamente aperta alla discussione non resta che prendere atto e lasciare”.




