Con un gravissimo atto sul quale dovrà essere richiesto il più compiuto approfondimento da parte del Prefetto, il Presidente del Consiglio Comunale ed il Segretario Generale dell’Ente provvedevano a pubblicare una mozione, a sostegno del “Servizio Metromare”, votata dalla sola maggioranza, di fatto diversa da quella sottoposta alla valutazione della Civica Assemblea.
Nel corso del Consiglio Comunale del 29 aprile scorso, il Vice Sindaco, Antonio MESSINA, aveva sottoposto all’Assemblea una mozione diretta sostenere il rifinanziamento del servizio di trasporto marittimo veloce, gestito dal “Consorzio Metromare”, leggendo in aula un documento vergato a mano e depositato agli atti di cui sono state,in corso di seduta, estratte le copie.
Il documento fu rigettato dalla minoranza che segnalò il modo parziale e precario con il quale la maggioranza affrontava l’intera vicenda dei trasporti, chiedendo che l’argomento venisse trattato in modo completo ed approfondito, specie dopo le decisioni della Regione Calabria di cancellare ogni ipotesi di intervento sul sistema dei trasporti nell’area dello Stretto.
Con un atto inqualificabile e che non può passare sotto silenzio, sul sito istituzionale dell’Ente ed, evidentemente, trasmesso al Ministro delle Infrastrutture, veniva pubblicato un documento che nella forma e nella sostanza appare totalmente estraneo a quello sottoposto alla valutazione dei Consiglieri Comunali.
Un atto gravissimo che incide sui doveri di lealtà e trasparenza e offende oltre ogni misura la sacralità e l’ufficialità dei lavori della massima Assise cittadina, vilipesa nelle sue funzioni e nel proprio ruolo di rappresentanza del corpo elettorale.
Una gravissima violazione sulla quale il Prefetto, quale garante dello Stato di diritto non potrà omettere i dovuti interventi, anche per i contenuti minacciosi con i quali si “promettono” problemi di ordine pubblico.
Furbescamente, peraltro, l’atto è stato pubblicato omettendo il risultato della votazione, a dimostrazione che dietro questa vicenda della”Metromare” ci siano troppi ed oscuri interessi che confermano la tesi chiaramente espressa dalla minoranza, secondo cui il problema dei pendolari e dell’attraversamento sullo Stretto non può risolversi con il semplice sostegno al servizio “Metromare” o a qualsiasi altra attività di natura privata.




