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Lazzaro (Rc): emergenza sanitaria e ambientale, mancata raccolta rifiuti. Richiesta trasferimento rifiuti fuori regione

28 Maggio 2013
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:
Signor Presidente
Il sottoscritto Vincenzo CREA, nella qualità di Referente unico dell’ANCADIC Onlus, associazione  che promuove e tutela il patrimonio paesaggistico e l’ambiente salubre, Le scrivo per invitarLa a voler intervenire sulla emergenza sanitaria dichiarata dal Sindaco Ing. Paolo Laganà nel Comune di Motta San Giovanni, a seguito della mancata raccolta dei rifiuti, disponendo che anche  i rifiuti prodotti in questo Comune siano trasferiti in altra Regione. Il Comune di Motta San Giovanni non è in grado di gestire l’emergenza.  Sebbene il Sindaco abbia dichiarato lo stato di emergenza sanitaria e fatto  ricorso all’emissione dell’  “ordinanza contingibile ed urgente  n. 16/2013 del 23.5.2013 finalizzata  a  consentire  il  ricorso  a  speciali  forme  di  gestione  dei  rifiuti in deroga alle disposizioni vigenti”, i rifiuti  dopo giorni e giorni ancora giacciono abbandonati nei sacchetti davanti alle abitazioni e lungo le strade pubbliche. La situazione è insostenibile, molti cittadini vedendo che non si provvede alla raccolta a fine giornata  smaltiscono i rifiuti presso i cassonetti situati a Saline, Bocale e Pellaro, con aggravio di spesa per i confinanti Comuni di Montebello e Reggio Calabria.
Vorrei, permettermi  di richiamare l’attenzione del Signor Presidente sulla inopportunità, a mio avviso, di un  eventuale conferimento dei rifiuti in un sito di stoccaggio (provvisorio) o siti di trasferenza, poiché si sposterebbe soltanto il problema.
Per fronteggiare l’emergenza sanitaria con la suddetta Ordinanza il Sindaco ha individuato l’area sita in Località Comunia di Lazzaro presso il centro comunale di raccolta dei rifiuti differenziati per il posizionamento di n.3 containers e per le operazioni di trasbordo dei soli RSU indifferenziati prodotti nel Comune di Motta San Giovanni (RC) e catalogati con il codice CER 20.03.01. Fermo restando che i rifiuti non possono stare per molto tempo davanti alle abitazioni e lungo le strade per ovvi motivi, con tale provvedimento però la situazione peggiora anche perché i rifiuti come è noto non vengono differenziati, i cittadini mischiano tutto e il Comune li raccoglie,  pertanto nei cassoni a tenuta stagna, dove è bene ancora una volta sottolinearlo verranno conferiti oltre alla frazione organica anche medicinali scaduti, pannoloni, pannolini per neonati, bambini e soggetti adulti, materiale sanitario usato per le medicazioni, di conseguenza  si formeranno i liquami, con le immaginabili conseguenze ambientali per le vicine abitazioni e per tutto il paese. L’area diventerà una discarica, va ricordato che le cose temporanee in questo paese diventano eterne.
Il Comune di Motta San Giovanni è reduce di questa esperienza negativa poiché aveva, senza alcuna ordinanza, già posto in essere tale scellerata iniziativa tant’che questa associazione già nel mese di gennaio 2013 e per ultimo lo scorso 29 aprile segnalava, ad alcune Istituzioni tra cui il Dipartimento delle Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, la gravissima situazione che si era determinata  a seguito del conferimento dei rifiuti nei tre cassoni metallici a tenuta stagna posti nell’area identificabile in quella individuata nell’Ordinanza “de quo”. A mio avviso l’Ordinanza appare illegittima, non capisco tra l’altro come si possa pensare di risolvere l’emergenza sanitaria con il conferimento dei rifiuti prodotti da una intera popolazione in tre cassoni metallici.
Il servizio di raccolta dei rifiuti “Porta a Porta” svolto dal Comune di Motta San Giovanni non ha mai funzionato come dovrebbe anche se nonostante l’evidenza il Sindaco fino ai primi giorni di questo mese, negando l’evidenza,  ha sempre asserito che  il paese di Motta San Giovanni è da considerarsi il “canton ticino dell’intera provincia”. A distanza di qualche giorno ci troviamo di fronte a  una dichiarata emergenza sanitaria e ambientale da affrontare.
I tre cassoni metallici già collocati sono colmi di rifiuti sui quali, e nell’area circostante, svolazzano sciami di insetti. Parte di rifiuti sono sparsi per terra, gli odori pestilenziali sono percepibili da lontano.
Vincenzo CREA
Referente unico dell’ANCADIC Onlus
Responsabile e coordinatore del territorio nazionale 
Area di interesse tutela dell’ambiente e del patrimonio paesaggistico

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