
di Clara Varano – Rocco Panetta ha 49 anni ed è disperato. Vive nel comune di Marina di Gioiosa Ionica, da quattro anni non ha lavoro e non sa come sfamare le sue bambine.
Una situazione tragica che da mesi giace, senza che qualcuno si decida a fare qualcosa, sulle scrivanie degli uffici di quelli che Rocco definisce “gli uomini di potere della Regione Calabria”.
È al corrente della situazione il governatore Scopelliti, con il quale Rocco Panetta ha parlato, lo è il presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, lo sono tutti. E oggi, se non ne fosse stato informato prima, anche il neo assessore al Lavoro della Regione Calabria, Nazzareno Salerno ha scoperto la sua storia. Rocco, insieme a Cosimo Merenda e Antonio Brescia, infatti, da stamattina chiede di incontrare l’assessore, dopo l’ennesima possibilità di risolvere il suo problema, rimasta inascoltata.
“Noi moriamo di fame – urla – invece di pensare al ponte, dovrebbero impegnarsi a togliere la gente da sotto ai ponti. Ho parlato con Scopelliti e lui mi ha risposto che per una persona sola non si può far nulla. Allora io dico se vedi in un fiume una persona che annega, prima di salvarla che fai aspetti che diventino cinquecento?”. Non chiedono nient’altro che la possibilità di lavorare, qualunque sia il lavoro, pur di riuscire a comprare anche solo un gelato ai loro figli. “Non ho potuto comprare un cornetto a mio figlio, perché non ho 1,50 euro”. Abiti e cibo della caritas, che mensilmente fornisce loro 1,5 kg di pasta, un pacco di riso e se c’è del latte per i bambini. “Ma si può vivere così? Ho dovuto incollare le scarpe a mio figlio e le avevo comprate a 10 euro dai cinesi – racconta Antonio Brescia –. L’unica soluzione è questa…”(afferra il cappio appeso per protesta alle ringhiere che circondano l’assessorato e lo mette al collo).Il “pigiama a righe” di Auschwitz, le catene ai polsi, tutti gli slogan che in questo periodo ha creato a sostegno della sua lotta. “La Calabria non è goletta verde e bandiere blu. La Calabria è disperazione! Marina di Gioiosa è felice solo 15 giorni all’anno, per il resto è nero il suo colore, ma intanto le tasse continuano ad arrivare”. Decine le cartelle esattoriali che Rocco mostra e preso dall’ira strappa e brucia. Intanto Giuseppe Scopelliti, a palazzo Alemanni indice una conferenza stampa, l’assessore Salerno e barricato nelle stanze a discutere di organizzazione e fuori a parlare con i cittadini calabresi disperati per trovare una soluzione non c’è nessuno.




