Di seguito la nota dell’On. Francesco Bevilacqua, Presidente del Coordinamento Regionale di Fratelli d’Italia, in merito all’incontro organizzato dall’Associazione “Reggio non tace” ed il neo procuratore capo Federico Cafiero De Raho.
Le riflessioni
del neo procuratore capo, Federico Cafiero De Raho, spalancano la finestra delle nostre coscienze su un mondo tanto vicino quanto sconosciuto. Reggio Calabria oggi è veramente una città ferita, dolente, abbandonata, ma, nonostante tutto, è e rimane la Reggio di sempre, carica della dignità che la contraddistingue e ricca di coraggio, anche quando, senza alcun pudore, mostra le sue piaghe a chi “viene per giudicare”. L’incontro di qualche giorno fa, organizzato dall’Associazione “Reggio non tace”, ha offerto ai cittadini l’occasione di potersi confrontare anche con la “legge”, una legge diversa questa volta, che si avvicina alla gente e che dialoga con i più deboli. Gli interventi dei singoli, così come le affermazioni del neo procuratore De Raho, che senza ombra di dubbio avrà valutato bene la situazione e pesato ogni parola, destano comunque non solo stupore, perché il paragone con la Casal di Principe di vent’anni fa è pesante ed inquietante, ma provocano sconcerto e sconforto in chi concepisce la politica anche come uno strumento di libertà e consapevolezza civile. “La politica” –afferma l’On. Francesco Bevilacqua, presidente del Coordinamento Regionale di Fratelli d’Italia, “può considerarsi efficace ed utile solo se analizza la realtà dei fatti ed il momento storico in cui avvengono, se riesce a guardare con obiettività all’esame attento delle proprie azioni, correggendo gli errori se necessario, alzando il livello dei propri obiettivi e tenendo sempre in considerazione il fine ultimo del proprio impegno, il benessere della comunità. Sulla base di queste considerazioni e convinto della validità di alcune posizioni, oggi penso sia necessario interrogarsi sulle affermazioni di De Raho, chiedersi se in qualche modo quelle riflessioni possano voler attribuire responsabilità a qualcuno e, quindi, pretendere risposte che aiutino Reggio e la Calabria a ripartire proprio da quel coraggio che oggi sembra, ascoltando De Raho, avere abbandonato la nostra terra.”




