Di seguito la nota del Consigliere Regionale, delegato all’emigrazione, Alfonso Grillo, in merito ad articolo su Il Quotidiano della Calabria del 18 aprile 2013:
La continua ricerca dello “scoop” giornalistico, l’ostinato rincorrere la notizia anche a costo di falsarla è l’unica spiegazione possibile davanti all’ennesima, strumentale, aggressione ad un organo istituzionale, la Consulta degli Emigrati, che bisognerebbe invece non solo tutelare, ma promuovere e supportare in ogni azione ed iniziativa. Certo che non tutto il lavoro delle Pubbliche Amministrazioni possa trovare la compiacenza dei singoli, mi chiedo invece come si possa arrivare a pensare che il “quasi volontariato” dei nostri corregionali residenti all’estero, così come l’amore per la propria terra d’origine possano essere usati, con chiara ed evidente volontà di strumentalizzare il tutto, per arrivare a far credere ai lettori che la Regione sia diventata questa specie di grande agenzia viaggi gratuita.
Trentuno articoli suddivisi in cinque titoli con un unico obiettivo, rendere vivo il legame tra le comunità calabresi nel mondo e la loro terra d’origine. Il Testo Unico sull’Emigrazione o “legge organica in materia di relazioni tra Regione Calabria e comunità calabresi nel mondo“, è lo strumento di cui la Regione Calabria si avvale per incrementare e valorizzare le relazioni con le comunità di origine calabrese all’estero, non “una legge del 2012” quindi, come affermato nell’articolo, non un invenzione, come sembra voler far credere il giornalista, ma una legge “organica”, che oltre a superare quella pluralità di fonti che si erano accumulate e stratificate nel tempo, esce dalla logica assistenziale guardando ai nostri emigrati, nuovi “off-side”, come risorsa e opportunità effettiva per la nostra terra. Un valore aggiunto quindi, che rappresenta il salto effettivo e di qualità di un testo che si caratterizza per essere innovativo e per rendere più protagonisti e partecipi le nostre comunità all’estero con le quali si è voluta instaurare una costante concertazione ai fini di una più ampia condivisione. Lo stesso dicasi per la Consulta dei calabresi che si è riunita l’ultima volta a Vibo Valentia ed all’interno della quale abbiamo previsto una presenza più sostanziale delle nuove generazioni di giovani”.
Studiata con l’obiettivo di rendere sempre più intenso il legame tra le comunità calabresi nel mondo e la loro terra d’origine, la legge riordina la pluralità di regolamenti accumulati nel tempo dal sistema legislativo calabrese e, abbandonato l’assistenzialismo, guarda all’emigrazione come ad una grande “risorsa”, alla quale attingere per acquisire esperienze, capacità e nuove prospettive. Sull’emigrazione questo Governo regionale infatti ha deciso di investire seriamente, progettando sinergie che in futuro potrebbero consentirci di operare all’estero in tutti i settori. Proprio in questa prospettiva, i nostri emigrati, sostenuti dalla determinazione del Governo Regionale, potranno svolgere un fondamentale ruolo di supporto, mettendo a disposizione della loro terra d’origine tutte le conoscenze e le capacità acquisite all’estero. Dalle politiche di promozione del turismo etnico, all’esportazione delle “eccellenze” della nostra Regione, dagli scambi culturali, alla tutela e la conservazione dell’identità calabrese, questi e molti altri i campi in cui i calabresi nel mondo “aiuteranno” la nostra regione mettendo a disposizione il know how di un paziente e faticoso successo costruito all’estero, capace di contaminare e stimolare la nostra economia regionale. Il compito dei consultori è quindi arduo e di grandi responsabilità e la cifra “investita”, come sottolinea il giornalista, è irrisoria di fronte a quello che i nostri consultori offrono alla Calabria. “In barba” poi ai commenti poco informati del collaboratore de Il Quotidiano, la nostra Regione osserva decisamente la spending rewiew, entrando anzi in un clima di austerity e le cifre, decisamente, parlano da sole. La Calabria ha speso infatti 205.754,00 Euro per istituire la Consulta del 2003, passando ai 330.147,00 del 2004 ed agli 82.694,00 del 2010, parecchie migliaia di Euro in meno quindi. La nuova concezione dell’emigrazione, che vede i nostri corregionali all’estero come una risorsa alla quale attingere per migliorare il nostro futuro è la vera notizia a cui bisognerebbe dare maggiore risalto così come la volontà dei nostri emigrati di apportare il loro contributo per migliorare la nostra terra, perché non sottolineare ad esempio che proprio grazie ai Consultori le produzioni calabresi hanno trovato un riferimento commerciale nel Mondo incentivando un turismo di ritorno verso la Calabria che fa apparire irrisoria la cifra di 80.000 euro che la Regione ha speso per la Consulta. Forse però, la testata in oggetto avrebbe preferito che rimanessimo ancorati alle sole forme assistenziali che la Regione prevedeva per gli emigrati e non sottolineare che questa legge consegna alla Regione Calabria uno strumento innovativo e notevole specie dal punto di vista socio antropologico, oltre che unico, arricchisce la nostra cultura, esalta il senso di appartenenza di chi vive ormai da tempo lontano dalla Calabria, crea in realtà una “scorciatoia” culturale e sentimentale con tutti quelli che pur vivendo, nella maggior parte dei casi, in un’altra nazione continuano a sentirsi calabresi, trasmettendo ai loro figli la lingua, la cultura, le tradizioni e l’amore per la propria terra. L’attività dei consultori, gratuita, e dispendiosa solo per le loro tasche, è indispensabile per l’organizzazione di manifestazioni per ricordare la storia, le tradizioni, la cultura, le bellezze del territorio calabrese promuovendo al contempo le “eccellenze” che trovano conseguente commercializzazione.
Il Direttivo (10 membri sparsi nel Mondo) si è riunito con solo 5 membri a Roma, e solo in 3 hanno avuto il rimborso spese, pur avendone diritto, in quanto previsto dalla legge regionale, nessuno ha chiesto alcuna indennità di missione, così come pure tutti i Consultori in occasione della convocazione annuale. Durante l’incontro del direttivo a Roma si è deciso, in merito all’individuazione delle modalità di riunione per le prossime occasioni, sia del Comitato Direttivo che della Consulta Generale, di condividere, all’unanimità, le proposte dell’On. Grillo e, nella consapevolezza del particolare momento di crisi economica generale, consapevoli della necessità di contribuire ad economizzare, dove possibile, nell’interesse della Regione Calabria, pur sottolineando la necessità di garantire l’efficienza e la legittimità delle riunioni, si è pensato, in largo anticipo rispetto all’articolo, di avvalersi di sistemi di video conferenze ed altri mezzi informatici.
On.le Alfonso Grillo