Si terrà lunedì 8 aprile alle ore 19,00 presso la Chiesa di San Giorgio al Corso, nel corso di un incontro promosso congiuntamente dalla Parrocchia di San Giorgio e dall’Associazione Culturale Anassilaos, la conferenza di Mons. Nicola Bux sul tema “I Diritti di Dio e la risposta dell’uomo”. Professore di liturgia orientale e di teologia dei sacramenti presso la Facoltà Teologica Pugliese, consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice per nomina di Benedetto XVI, consultore delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e per le Cause dei Santi nonché consulente della rivista teologica internazionale “Communio”, Mons. Bux affronterà il tema del rapporto tra la Liturgia pre e post Conciliare, spiegando le ragioni della lettera, in forma di Motu proprio, intitolata “Summorum Pontificum Cura” con la quale Papa Benedetto XVI ha considerato lecito “celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano promulgato dal Beato Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa”. Il Pontefice ha riconosciuto che il Messale Romano promulgato da Paolo VI nel 1970 è la espressione ordinaria della “lex orandi” della Chiesa cattolica di rito latino ma nello stesso tempo ha, anche, affermato, che “il Messale Romano promulgato da San Pio V e nuovamente edito dal Beato Giovanni XXIII deve essere considerato come espressione straordinaria della stessa “lex orandi” e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico”. Si tratta insomma – ribadisce il Papa Emerito – di due usi dell’unico rito romano e questo non comporta in alcun modo a una divisione nella “lex credendi” (“legge della fede”) della Chiesa. All’incontro, dopo i saluti di Don Nuccio Santoro, parroco di San Giorgio al Corso e di Stefano Iorfida, Presidente di Anassilaos, interverrà don Pippo Curatola, Direttore di Avvenire di Calabria. Parteciperà anche il Dott. Daniele Nigro, autore del libro “I Diritti di Dio. La Liturgia dopo il Vaticano II” e Vice Presidente della Scuola Ecclesia Mater delle Puglie.




