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Reggio: Pavel Florenskij al seminario dei Dipartimenti di Filosofia dei Licei ”Volta”, ”Da Vinci” e ”Campanella”

4 Marzo 2013
in CITTA
Tempo di lettura: 2 minuti
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Di seguito la nota dell’organizzazione: Mattinata intensa sul piano culturale quella del primo marzo al Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio. All’interno dei Seminari filosofici organizzati dai Dipartimenti di Filosofia

dei Licei reggini, “Volta”, “Da Vinci, “Campanella”, si è svolto l’incontro che ha visto l’interesse e l’impegno degli studenti delle ultime classi delle tre Scuole, accompagnati dai loro docenti. “Tra natura, umano e divino: Pavel Florenskij e la libertà vissuta”: questa la tematica del seminario, inconsueta, un’assoluta novità nel panorama del dibattito filosofico. Florenskij, grande matematico, teologo, filosofo, appassionato studioso dei fenomeni naturali nonché teorico di un’estetica religiosa che getta nuova luce sul simbolismo dell’icona ortodossa. Ai saluti della Dirigente del Liceo “Volta”, prof.ssa Angela Maria Palazzolo, che ha espresso il proprio  compiacimento per l’ospitalità data ad un evento di tale spessore che così profondamente va a caratterizzare la qualità dell’offerta formativa dell’Istituto, ha fatto seguito un breve intervento introduttivo della prof.ssa Francesca Crisarà, Direttrice del Dipartimento di Filosofia del Liceo ospitante, teso a delineare alcune note biografiche della formazione culturale di Pavel Florenskij , la molteplicità dei suoi interessi di studio e professionali, la drammatica esperienza esistenziale nei gulag sovietici dove troverà la morte nel 1937. Ma i momenti più vivi ed interessanti sono stati regalati all’uditorio degli studenti dal relatore, dott. Sergej Tichonov, ingegnere ed iconografo. Attraverso le sue parole è stato possibile capire il perché Florenskij sia stato definito il “Leonardo Da Vinci” russo: dalla passione matematica (il principio di discontinuità, la teoria degli insiemi di Cantor, le geometrie non euclidee), a quella naturalistica perseguita anche durante gli anni dell’internamento, alla profonda sensibilità letteraria e musicale, alla formazione teologica e filosofico-religiosa, all’estetica innovativa sul piano dell’interpretazione dell’icona intesa come porta verso l’invisibile. Nonostante si debba riconoscere agli studiosi italiani, soprattutto in questo ultimo ventennio, il merito di aver acceso i motori di una sorta di renaissance dell’interesse per Florenskij, va detto che molto ancora va studiato, approfondito e diffuso. Si tratta di una figura complessa e completa nella quale l’enciclopedismo si incardina in una visione di sintesi della vita che è senza ombra di dubbio metafisica: una sintesi che mantiene, distinguendole, le contraddizioni della realtà; una sintesi che non cancella le differenze ma le vede come elementi costitutivi di un mondo finito che è, però, energeticamente vivificato dall’infinito. Impossibile separare studio e vita in questo scienziato e pensatore che aspetta di essere scoperto in tutti i contributi che ha lasciato e che per molti anni sono rimasti nascosti. Dagli anni della perestrojka in Russia si è incominciato a pubblicare le sue opere che sono giunte in Italia (almeno in parte) e che sono oggetto di  traduzioni. E i ragazzi che hanno ascoltato con grande interesse le parole del dottor Tichonov, avranno adesso la possibilità di approfondire autonomamente o con i loro docenti la traccia lasciata da quest’incontro davvero particolare, che si è chiuso con un momento musicale e la lettura di brevi testi sulla contemplazione delle stelle come possibilità di rasserenare l’animo inquieto. Così come dice lo stesso Florenskij nel suo testamento indirizzato ai figli: “Quando avrete un peso nell’animo guardate le stelle o l’azzurro del cielo[…] Quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi  da soli col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete”

 

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