
di Clara Varano – Presentati i candidati alle prossime elezioni politiche del Pdl per la Calabria, all’“Hotel Guglielmo”
di Catanzaro. Arrivano separatamente i candidati, uno per volta. Tutti presenti, nessun escluso, tranne i parlamentari pidiellini Dima e Scilipoti che, del resto, come sottolinea il governatore Scopelliti, ironizzando sulla situazione di Reggio, “lui è contiguo con la Calabria”, ma non è calabrese. Inevitabili e chiare le domande sulla candidatura del messinese che in passato ha salvato il Pdl, non altrettanto chiare le risposte di Scopelliti che mirano più ad attaccare la coalizione di centrosinistra che a spiegare come mai alla fine la candidatura di Scilipoti sia “scivolata” non con molta disinvoltura, al sesto posto tra i candidati al Senato. Non è diretta, nemmeno la risposta alla polemica sollevata da un giornalista sull’assenza in questi anni del Pdl sul territorio, tranne che in alcuni casi. Anche qui, il discorso finisce sulle candidature del Pd, che, senza dubbio, con D’Attorre e Bindi, “Toscana e certamente vicina ai vertici del Monte Paschi di Siena”, non sono per nulla calabresi. “Calabresi 24 carati” invece i candidati pidiellini calabresi. Se, infatti, si tiene fuori Scilipoti, le liste del Pdl rappresentano in toto la compagine del Popolo della Libertà calabrese. Trasparenza e legalità il leitmotiv del Pdl calabrese, che con la candidatura di Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino Scopelliti assassinato nel ’91 e promotrice del movimento “Ammazzateci tutti”, al secondo posto alla Camera, si associa ad un volto giovane, pulito e palesemente antimafia. Lei dichiara stima per il presidente Scopelliti e riguardo alle polemiche nate sulla scelta di candidarsi nel Pdl spiega “alle critiche non rispondo”. E tra un attacco e l’altro contro un Pd che, secondo Scopelliti, a Catanzaro ha cercato di fare come a Reggio: “vincere con strumenti non democratici” studiando a tavolino strategie “per fregare il Pdl”, non sfugge l’assenza tra i candidati dell’assessore Giacomo Mancini, la cui candidatura al Parlamento era stata più volte prospettata, e che ha suscitato critiche aspre nei confronti del governatore Scopelliti da parte del padre dell’assessore, Pietro Mancini, al quale Giuseppe Scopelliti risponde: “Non ci siamo posti il problema di inserire uno della famiglia in lista perché davamo per fatta una candidatura di Pietro Mancini con la lista Monti”. In un angolo il Pdl catanzarese, che correrà al Senato solo con l’assessore regionale Piero Aiello, unico candidato di quello che, citando Antonio Gentile, “rimane il capoluogo della regione”, che nell’elenco dei candidati pare sia stato ancora una volta dimenticato. “Puntiamo ad avere Piero Aiello senatore – sottolinea Scopelliti – per questo ci batteremo fino in fondo”,
Ma c’è da ”pedalare”, il premio di maggioranza, considerati anche gli ultimi sondaggi, non è scontato nemmeno al Senato.




