burocrazia che impone un’infinità di adempimenti amministrativi e fiscali, di una pressione fiscale esasperante, che supera il 56% per i contribuenti in regola, e di un sistema del credito che, soprattutto negli ultimi anni, ha ridotto sensibilmente l’erogazione di finanziamenti alle imprese».
E’ quanto afferma Bruno Censore, Consigliere regionale e candidato alla Camera dei Deputati con il Partito Democratico, che questa mattina nella sede vibonese di Confcommercio ha partecipato alla giornata di mobilitazione indetta da Rete Imprese Italia a sostegno delle aziende che da troppo tempo vivono sulla propria pelle l’eccessivo carico fiscale, una inadeguata politica del lavoro, l’emergenza della stretta creditizia, l’esasperata burocrazia.
«Il bilancio anche e soprattutto nel Vibonese è negativo e testimonia in maniera virulenta le difficoltà delle imprese che operano nella nostra provincia», ha aggiunto Censore a margine dell’iniziativa.
«Le condizioni del lavoro autonomo e della micro e piccola impresa sono estremamente difficili e la giornata di mobilitazione indetta da Rete Imprese Italia ha rilevato che il senso di insicurezza di artigiani e commercianti è ancora forte. Oggi più che mai, quindi, occorre ripartire dalle imprese, da quel tessuto produttivo legato al territorio che, nonostante tutto, non si rassegna a tirare i remi in barca. Ma – commenta Censore – per mettere al centro dell’agenda politica del prossimo Governo azioni tese al rafforzamento della crescita, per prima cosa bisogna creare le propedeutiche condizioni di certezza ed effettiva governabilità e Bersani, nello scenario politico nazionale, è l’unico soggetto che può caricarsi, con competenza, una responsabilità immane come quella che deve contraddistinguere un Premier in questo periodo di crisi per la nostra economica. Con il Partito Democratico alla guida del Paese sarà ridisegnato profondamente il sistema fiscale, alleggeriremo il prelievo sul lavoro e sull’impresa, lottando contro l’evasione e spostando il peso del fisco sulla rendita e sui grandi patrimoni finanziarie e immobiliari. D’altronde – conclude Censore – nella sua agenda Bersani ha indicato le emergenze del Paese: fisco, burocrazia e credito, i tre grandi problemi delle imprese che bisogna aggredire e risolvere per rilanciare lavoro ed economia».




