Nota di Bruno Censore (Pd): “Non possiamo più starcene con le mani in mano, aspettando che, con un inammissibile colpo di spugna, si decreti la morte del Vibonese e del Crotonese.
Non possiamo più mostrarci disuniti, non possiamo più perseguire inutili e biechi campanilismi dinanzi una drastica decisione che produrrebbe l’unico risultato di generare confusione, gettare nel caos interi territori, generare disservizi e miseria, diminuire sensibilmente i posti di lavoro, con un concreto rischio di trasferimento, di esubero e messa in mobilità per migliaia di lavoratori di tutti gli enti che sarebbero soppressi con il riordino delle Province. Insomma, non possiamo stare indifferenti: mobilitiamoci, per individuare soluzioni capaci di attutire una spoliazione che avrebbe ripercussioni economiche e sociali pesantissime per i territori più poveri dell’intera Calabria”.
Torna a spostare le sue attenzioni sul rischio soppressione Provincie il Consigliere regionale del Partito Democratico Bruno Censore, che rilancia l’invito alla mobilitazione.
“Dopo il momento dell’indignazione adesso è arrivato quello dell’azione: istituzioni, partiti politici, enti, associazioni, gruppi di interessi, forze produttive e semplici cittadini debbono sentirsi sollecitati a far sentire la propria voce ed unirsi a chi meritoriamente, e penso tra gli altri al Senatore Antonino Murmura o al Comitato per la tutela della Provincia di Vibo, ha messo in evidenza il rischio che corre il nostro territorio se con il riordino delle Amministrazioni provinciali dovesse soccombere, così come sembrerebbe inevitabile ormai, anche quella di Vibo Valentia. A queste latitudini – prosegue Censore – la soppressione della Provincia non è unicamente una mera operazione legata alla spending review, ma un vero e proprio scippo che interessa tutti. Si pensi, infatti, che la decisione del Governo, oltre a disarticolare l’architettura dello Stato nel Vibonese in nome di una logica puramente e dissennatamente contabile, rischia di cagionare contraccolpi pesantissimi per il nostro territorio e per i suoi cittadini, che verrebbero privati, oltre che dalla Provincia, di tutti quegli enti che fanno riferimento alla struttura provinciale. In un colpo solo, quindi, saremmo privati di presidi di legalità, solo a Vibo Valentia verrebbero a mancare diverse migliaia di posti di lavoro, con conseguenze pesantissime facilmente intuibili e con un conseguente regresso del nostro territorio. Ognuno, quindi, deve fare la sua parte. Attivamente e senza alcuna esitazione. Incominciando dalla deputazione parlamentare, che ha l’obbligo morale e politico di mettere in campo iniziative capaci di ostacolare in Parlamento una pesante e ingiustificata spoliazione che impoverirà non solo Vibo Valentia e Crotone ma l’intera Calabria, passando per la classe politica locale che ha il dovere di uscire allo scoperto. Insomma – conclude Censore – occorre un grande sforzo di mobilitazione straordinaria da parte di tutti noi, a prescindere dalle differenze di approccio di matrice politica ed ideologica, che possa ostacolare l’arretramento dello Stato in un territorio che ha un assoluto bisogno di legalità e sviluppo e che possa contribuire a salvaguardare l’esistenza della Provincia di Vibo Valentia che, in un contesto territoriale particolarmente problematico, costituisce un ineliminabile punto di riferimento obbligato per l’intera popolazione vibonese”.




