
di Claudio Labate – Più precari di così non si può. Brutte notizie giungono infatti dal Dipartimento regionale della Sanità, dove oggi pomeriggio si
è svolta una riunione tra i sindacati e i rappresentanti della Regione Calabria. All’ordine del giorno diverse questioni, ma quella relativa all’impugnazione da parte della Corte costituzionale della legge regionale n°8 del 2010, negli articoli 32 e 38, che sostanzialmente mette a rischio licenziamenti ben 2000 operatori sanitari precari in tutta la regione, ha occupato l’intera discussione. Di questi 2000 operatori, mille sono stati stabilizzati dalla legge regionale sostanzialmente annullata dalla Corte costituzionale, e gli altri mille assunti a tempo determinato, ma su cui pende la spada di Damocle del parere della Corte dei conti che li considera praticamente illegittimi. Per Reggio si tratta della posizione lavorativa di 160 impiegati all’Azienda Ospedaliera e di una trentina all’Asp.
Nel corso della riunione, svoltasi al Dipartimento “Tutela della Salute” (per la provincia di Reggio era presente la sola Fials col segretario regionale Bruno Ferraro) il Dirigente di Settore Bruno Zito, ha avvalorato la tesi della fine del rapporto lavorativo al 31 dicembre prossimo. Smentendo di fatto quanto sostenuto nella recente conferenza stampa dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli”, Carmelo Bellinvia, e sostenendo praticamente che tutti gli stabilizzati e gli stabilizzandi assunti a partire dal 2009 sono suscettibili di licenziamento.
Una situazione drammatica anche alla luce di una certa resistenza mostrata sulla questione da parte del Sub Commissario per l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi della sanità, generale Luciano Pezzi.
Francesco Anoldo, presidente del Comitato reggino dei Precari, si dice preoccupato al pari del segretario regionale Fials Bruno Ferraro che insieme alle altre sigle sindacali parteciperà, a partire dalle ore 15 di domani al Centro civico di Ravagnese, all’assemblea dei precari che si annuncia infuocata. In quella sede Ferraro, che assolve i direttori generali delle aziende ospedaliere che “non ricevono – dice – le linee guida dalla Regione Calabria, generando comportamenti diversi tra province diverse”, potrà farsi portatore della gravità della situazione avanzando anche nuove ipotesi di soluzione del problema.
Intanto, quello che è certo è che alla manifestazione già fissata per giorno 13 dalla vecchia triplice sindacale, se ne aggiungerà un’altra, probabilmente il 17 ottobre, sempre a Catanzaro, quando in piazza scenderanno direttamente tutti precari della sanità.




