Segue la nota dell’associazione: “La Commissione di vigilanza Rai ha eletto i sette membri del consiglio d’amministrazione di sua competenza. Tra i nuovi consiglieri spicca, a nostro avviso,
il nome di Gherardo Colombo. Infatti, accogliamo questa notizia con grande soddisfazione, ma anche con la certezza che l’ex magistrato di mani pulite sarà per i cittadini un punto di riferimento serio autorevole e competente”.
Con queste parole Francesco Alì, portavoce di “Quello che non ho”, il progetto del diario scolastico per i diritti realizzato a Reggio Calabria “dagli studenti, per gli studenti”, ha commentato la fumata bianca arrivata dopo che la Commissione di vigilanza Rai è stata teatro negli ultimi giorni di scontri e polemiche.
“Gherardo Colombo”, ha dichiarato Francesco Alì, “era stato nostro ospite in riva allo Stretto grazie ad una sinergia tra associazioni e operatori culturali che hanno introdotto un dato del tutto nuovo per il territorio, quello della collaborazione fattiva e priva di elementi deteriori a cui la storia locale ci ha, invece, tristemente abituati. In quell’occasione, l’ex magistrato milanese ha incontrato, in una tavola rotonda al Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” su “diritti e legalità”, gli studenti del progetto scolastico promosso da “Quello che non ho” assumendo un ruolo fondamentale non solo attraverso un apprezzatissimo intervento (che è possibile rivedere attraverso la web tv del sito www.quellochenonho.net), ma anche partecipando alla realizzazione del diario che sarà distribuito a settembre, con un suo contributo scritto”.
“Colombo”, ricorda Alì, “interloquendo a tu per tu con gli studenti reggini, ha chiesto loro ‘quello che non hanno’, cercando di capire, insieme a loro, quello che manca o che potrebbe rischiosamente venire a mancare”. “So che vi piace essere liberi” – aveva detto Gherardo Colombo agli studenti reggini. “La differenza tra essere liberi e non esserlo sta nella possibilità di avere una scelta. Ma scegliere senza sapere – aveva puntualizzato – non è possibile. Conoscere significa avere la capacità di scegliere. Solo così si è liberi. E’ vero che la libertà ci piace – aveva proseguito rivolgendosi ai ragazzi – ma, paradossalmente, ne abbiamo anche paura. Non è un regalino che acquisiamo e custodiamo per sempre. La libertà va coltivata e, proprio per questo, a volte fa paura, perché legata inscindibilmente alla responsabilità. Soltanto la voglia di fare ci rende custodi della nostra libertà. Dobbiamo agire e non criticare sterilmente quello che fanno gli altri come se noi fossimo solo di passaggio. Perché la democrazia resista serve il nostro impegno. Quello che ci manca è ciò che sta dietro la parola dignità, possibilità di lavorare, curarsi, studiare, di istituzioni efficienti. Ognuno di noi ha questa responsabilità: per avere uguali diritti bisogna agire, ma libertà significa responsabilità; molti ne hanno paura e pur di evitarla, delegano altri senza capire che vi resta impigliata la propria libertà».
“A Gherardo Colombo, che è anche un grande comunicatore”, ha concluso Alì, “non piace stare dietro ai tavoli durante i convegni, un elemento separatore tra chi parla e chi ascolta. Affossa il colloquio, ci ha detto a Reggio Calabria andando in mezzo agli studenti. Siamo certi che il suo percorso di vita che punta alla conoscenza per riflessioni, laboratori e partecipazione sui temi della legalità, della democrazia, della libertà e dei diritti che abbiamo incrociato con “Quello che non ho” sarà il percorso e il progetto che cercherà di dare alla Rai per la costruzione di una coscienza civica indispensabile per la crescita socio-economica di tutto il Paese”.




