Di seguito la nota di Giovanni ALVARO e Cosimo INFERRERA: Un doveroso ‘perdonateci’ lo dobbiamo a quanti seguono l’attività del ‘Comitato Ponte Subito’ di Reggio e del Gruppo ‘Non Solo Ponte’ di Messina,
per la sospensione di un Convegno di alto profilo tecnico-scientifico che si era deciso di effettuare il 14 luglio prossimo a Reggio Calabria in accordo con il Presidente Scopelliti (che avrebbe dovuto tirare le conclusioni); e il ‘perdonateci’ lo dobbiamo anche agli illustri relatori, di diverse e prestigiose Università italiane, che avevano accettato di partecipare con l’obiettivo di elevare il livello del confronto con i detrattori del Ponte per quanto riguarda sia l’aspetto tecnico che quello economico e politico.
Il ‘perdonateci’ nasce perché abbiamo peccato di leggerezza avendo spinto per dare subito una corposa risposta al Ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, che nei giorni scorsi era uscito con una improvvida e vergognosa dichiarazione affermando che ‘il Ponte sullo Stretto non è una delle priorità nell’agenda del Governo’. Dichiarazione che aveva provocato la piccata reazione del Governatore della Regione Calabria che aveva risposto per le rime alla provocazione governativa.
Messa in moto la macchina organizzativa, pur registrando presenze di eccellenza (Boffa, Borruso, Comparetto, Guarascio, Maggiora, Meliadò ed Enzo Siviero) si è capito che la data prescelta (al centro dell’estate) avrebbe influenzato negativamente la partecipazione popolare che poteva essere usata dai nemici dell’infrastruttura, come dimostrazione di una inconsistente adesione della gente meridionale alla grande infrastruttura. In più anche il rimbalzo mediatico ne avrebbe sofferto e, con esso, ancor di più ne avrebbero sofferto gli sforzi del Gruppo ‘Non Solo Ponte’ decisamente impegnato a integrare il Ponte con il territorio che lo ospita attraverso lo sfruttamento economico, energetico e turistico dello stesso.
A nessuno infatti sfugge la valenza e l’attrattiva della Torre Eiffel alta 300 metri, e l’altrettanta importante valenza delle due torri che sorreggeranno il Ponte alte ognuna 400 metri atte ad ospitare centri direzionali, locali di divertimento e svago, ristoranti e quant’altro può essere usato nella catena dell’accoglienza e del turismo. Lo stesso attraversamento può essere integrato, come sostengono gli amici del ‘Non Solo Ponte’, da tapis roulant per una spettacolare, affascinante e di sicuro successo attraversata pedonale dello Stretto di Messina.
Ma tutto questo sarà oggetto di approfondimento nel Convegno che dovrà effettuarsi alla ripresa autunnale nel mese di settembre. A quell’appuntamento dovranno essere ospitati altri interessanti e importanti lavori di ricerca integrativa Ponte-territorio che, come risulta, sono stati elaborati da gruppi di ricercatori e professori della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. Forse, comunque, non tutti i mali sono venuti per nuocere.
Sia chiaro, quindi, che il rinvio non è un ‘buttare la spugna’, né può essere interpretato come un atteggiamento di attesa passiva, è invece un riprendere fiato per realizzare una iniziativa capace di produrre effetti certi e sicuri. Un dato sia chiaro a tutti: il Sud non potrà continuare a subire ancora la politica dei due pesi e delle due misure. Al Nord si finanziano grandi opere (e nessun meridionale si è mai schierato contro), mentre il Sud deve sempre battersi per un investimento, tra l’altro in gran parte finanziabile con il project financing, che può determinare, finalmente, quell’inversione di tendenza per ridurre il gap col resto del Paese.
Il Ponte non è un’opera che serve due provincie e i loro pendolari, è un’opera che serve all’Europa e il Mezzogiorno si candida a diventare la base logistica dell’Unione Europa con tutto quel che ciò significa.




