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Cosenza, provincia. Oliverio su soppressione tribunali: ''Stavolta lo scontro sarà durissimo''

8 Luglio 2012
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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Segue la nota diramata dal presidente della provincia: “Se il Decreto Monti, per la parte che riguarda la soppressione di quattro tribunali in Calabria (di cui tre solo in provincia di Cosenza) e i tagli alle Province

non sarà adeguatamente modificato in Parlamento, non faremo sconti a nessuno e, questa volta, lo scontro sarà duro, durissimo”.
Il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, invita i cittadini alla mobilitazione attiva.
E, con essi, chiama in Provincia anche i rappresentanti istituzionali, i sindaci, gli amministratori locali, i sindacati, le forze sociali, il mondo della cultura e delle imprese.
“Abbiamo convocato per martedì 10 alle ore 17 una seduta straordinaria del Consiglio Provinciale perché –afferma il presidente della Provincia di Cosenza- dalla sede della massima assise provinciale vogliamo inviare al Governo nazionale un messaggio unitario, chiaro, forte ed inequivocabile: la Calabria e la provincia di Cosenza, che è, tra l’altro, la più estesa e popolata provincia della regione, sono stanche di continuare a subire rapine, scippi, tagli lineari e continue penalizzazioni.  Come si fa, mi domando, a sopprimere quattro presidi di giustizia in una realtà in cui i sindaci e gli amministratori onesti impegnati, spesso in solitudine, nella lotta contro la ‘ndrangheta e le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione, sono quotidianamente oggetto di danneggiamenti, lettere anonime, minacce, incendi e aggressioni? Basti pensare che solo nel 2011 sono stati ben 103 gli amministratori pubblici calabresi rimasti vittime di atti intimidatori. E ancora: come si fa a tagliare quattro presidi di giustizia in una realtà dove i processi durano un’eternità, dove le sedi giurisdizionali sono distanti una dall’altra ed aumentano a vista d’occhio i delitti contro lo Stato e contro i cittadini?  Ma davvero dobbiamo credere che lo Stato, in una terra fortemente segnata dalla pervasività del fenomeno mafioso, per ottenere un risparmio assolutamente esiguo e sproporzionato rispetto al danno che si arreca alle comunità in termini di certezza del diritto, vuole abbandonare il controllo del territorio per consegnarlo direttamente nelle mani della ‘ndrangheta? Noi ci rifiutiamo di credere che ciò possa accadere ed è per questo che chiediamo al Parlamento e, in particolare, ai parlamentari calabresi, a prescindere dalle appartenenze e dalle collocazioni politiche di ognuno, un impegno forte ed unitario in direzione di una radicale modifica del Disegno di Legge in questione”.
“Così come –aggiunge Oliverio- chiediamo siano immediatamente cancellati i tagli agli enti locali e, in particolare, alle Province, il cui effetto sarebbe devastante perché manderebbero in dissesto i bilanci  e impedirebbero di portare a termine gli impegni assunti dagli amministratori. Prendiamo, ad esempio, la Provincia di Cosenza: dopo aver subito per effetto delle manovre finanziarie del Governo-Berlusconi un taglio di 12 milioni di euro nel 2011 e di 18 milioni di euro nel 2012, subirà quest’anno un ulteriore taglio del 14% che arriverà al 30% nel 2013.
Io non so come faremo garantire l’apertura delle nostre scuole a settembre, la sicurezza, la cura,  il taglio-erba, lo sgombero neve sulle nostre strade e a mantenere gli impegni assunti con i nostri concittadini in settori come la cultura, il mondo del lavoro, il dissesto idrogeologico, ecc.”.
“Si taglino, quindi, pure gli sprechi e le spese inutili che sono tante e diffuse in diversi settori dello Stato –conclude il Presidente della Provincia di Cosenza- ma si eviti assolutamente di fare macelleria sociale, prescindendo dall’applicazione di parametri oggettivi, valutando regione per regione, situazione per situazione! Non si neghino ai cittadini i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. In tal senso rivolgeremo un appello accorato al Capo dello Stato perché,come è già avvenuto altre volte, si faccia garante del rispetto dei diritti e delle garanzie democratiche”.

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