dirigenti e parlamentari dove viene contestato da tutti, è stato di una durezza premonitrice». Lo dichiara in una nota Pino Arlacchi, eurodeputato, responsabile Sicurezza internazionale per il PD.
«Anche coloro che hanno criticato la ruvidezza dei miei toni di allora – prosegue Arlacchi – si sono resi conto che D’Attorre ha fatto danni irreparabili, perdendo la fiducia dei vertici e della base del partito. Ma non poca responsabilità di quanto accaduto va attribuita a chi ha compiuto la scelta di inviare in una regione difficile una persona sprovvista di equilibrio gestionale e con cattivi precedenti in materia».
«Un tempo – aggiunge l’europarlamentare – si aveva più rispetto della Calabria, e non la si usava come il posto in cui si potevano fare le cose inaccettabili altrove. D’altra parte, cosa dire di un funzionarietto che piomba nei weekend a Lamezia, convoca e sconvoca da un momento all’altro riunioni formali e semi-informali come se fosse il padrone del Partito, invitando chi gli aggrada, ignorando chi lo critica, nella confusione e nel disprezzo delle regole più elementari di convivenza interna? Il sottoscritto, per esempio, da un mese a questa parte non è stato più invitato ad alcuno degli incontri di partito, e ha appreso dai giornali temi e soggetti della discussione».
«Fino a quando gli orgogliosi militanti del PD calabrese tollereranno questa insensata prepotenza e questo umiliante stato delle cose?», conclude Arlacchi.




