Nei locali del Salone della Biblioteca, siti nel Palazzo Municipale di Sambatello, alla presenza degli alunni della IV e V classe della Scuola Elementare, da numerosi genitori e da un pubblico
interessato si è dato inizio alle manifestazioni del Premio Sambatello 2012 .
Quest’anno il Centro Studi Colocrisi ha dedicato l’edizione del premio al leggendario eroe che risponde al nome di Mario Cagliostro, detto Prete Maio (1529/1612 )
Alla prima manifestazione dell’anno sociale hanno inviato messaggi augurali il Presidente della Provincia di Reggio Calabria, dott. Giuseppe Raffa e l’Assessore Regionale alla Cultura, dott. Mario Caligiuri e dell’Assessore Comunale dott. Giuseppe Martorano. Erano presenti,tra i numerosi intervenuti, Domenico Siclari, Oreste Pennestrì, Frank Corsaro e Domenica Mazzu.
A quattrocento anni dalla morte del prete Maio,il Colocrisi ha previsto una seria di manifestazioni per rendergli omaggio tra cui: il concorso di pittura per Giovani Artisti; il concorso “Il Prete Maio a fumetti”; l’assegnazione dei Premi Speciali Sambatello; una serie di mostre a lui dedicate; seminari didattici con le scuole della città; incontri e convegni con i cittadini e le Autorità Amministrative.
E’ stata una giornata memorabile per Sambatello; ricca di particolari significativi che hanno determinato il successo della manifestazione.
In apertura : inaugurazione della mostra d’arte di Piero Gangemi che espone 40 tele prodotte nell’arco temporale dagli anni 70 ai giorni nostri.
I quadri appartengono tutti al periodo della maturità artistica dell’Artista; nelle opere figurano forme astratte e surreali in cui si compendiano, sublimandosi, i due poli complementari della sua vita: la pittura e la musica.
Gangemi, ha detto il maestro Nicola Sgro, Presidente della Pinacoteca ,nel corso dell’ intervento di presentazione, è un artista poliedrico che vive la sua realtà dividendosi tra passione per la musica, pittura e poesia.
Le sue Espressioni creative sono riunite da un elemento comune rappresentato dalla spettacolarità dinamica del suono e dalla esperienza di studioso ed esecutore di musica classica.
L’artista sotto l’impulso della sollecitazione della musica , crea un insieme caleidoscopico di colori e forme, che sembrano animarsi nel momento in cui, mentalmente, si richiama la melodia cui il quadro si ispira: ecco, dunque, prender forma “Il mormorio della foresta” ispirato alla Sesta Sinfonia di Beethoven, Le variazioni sul tema del “Carnevale di Venezia” diPaganini, “L’ arrivo di una corsa ciclistica”,”Ascoltando Wagner;” e, ancora, “ Le quattro stagioni” di Vivaldi, o “L’ acquerello” per Mozart.
Accanto a questi lavori la mostra presenta anche un busto che l’artista ha idealizzato per raffigurare il celebre prete sambatellino.
Sucessivamente il prof. Antonio Palmenta ha declamato le poesie:” Sambatello” ed “Emigrato Pendolare” del poeta Vincenzo Ursini; “Sambatello“ di Rossella Lofaro; “Sulla collina il mio “Sempre” di Grazia Cartella, presente alla manifestazione , applaudita e festeggiata con un omaggio floreale.
Subito dopo si è svolto il previsto concerto del bravo concertista di chitarra Ruben G. L. Pennestrì che ha eseguito brani di Tarrega, Paganini, Barrios, Rodrigo e Lauro riscuotendo calorosi applausi ..
A seguire lo storico Franco Arillotta ha illustrato la figura del “Prete Maio” che ha sfidato la morte per difendere la sua patria in pericolo, minacciata dalle scorrerei dei corsari.
Sambatello a quel tempo era soggetta alle scorrerie dei pirati saraceni, i quali, sia per desiderio di bottino, sia per fare onta alla fede cristiana professata dalle popolazioni, irrompevano piombando come folgore sulla inerme, pacifica gente.
I predoni saraceni sfogavano la loro feroce violenza incendiando le belle contrade, dopo averne massacrato gli abitanti, calpestando ogni valore etico e sociale, facendo schiavi uomini , donne e bambini avviliti e terrorizzati da atroci insulti e disonoranti oltraggi.
Per questo le popolazioni costiere ponevano ogni attenzione alle possibilità difensive del territorio e costruivano le loro case in località montuose aspre e difficili da scalare, o in vallate nascoste alla vista di chi si trova in mare.
Il Prete Maio, riferisce il prof. Franco Arillotta, era fiero di essere il primo nel cimento più sanguinoso quando si trattava di battersi per la difesa del territorio e la salvezza delle persone.
Lo straordinario personaggio, il cui nome anagrafico era Mario Cagliostro,ha sconfitto i saraceni in due occasioni: una a Sambatello in una stretta gola di monti, sotto le contrade dette Crefolo ed Arghillina e l’altra a Reggio per difendere il Convento della Madonna della Consolazione.
Di lui ha scritto il poeta Achille Canale da Reggio, oriundo di Sambatello, gli ha dedicato un pregevole poemetto in tre canti intitolato: “L’emiro della Motta Rossa”.
Anche il poeta latino Prof. Nicola Antonio Colosso gli ha dedicato un poema di migliaia di versi dove si legge: Ceu rapidae tigres Maio ductore, rudente Insidiis raptim sparsas per rura cohortes Turcarum triplici fudissent agmine, caesis Biscentum, totidemque in vincula dedisset Exutos.
Quasi tutti gli storici calabresi hanno trattato le vicende del prete Maio; Mons. Antonino Denisi ha dato testimonianza ai presenti riferendosi al suo libro dal titolo: “L’opera Pastorale di Mons D’Afflitto”.
L’insigne studioso, che è alto esponente della Curia arcivescovile, attesta d’aver rinvenuto importanti testimonianze «negli atti preziosi della Santa Visita di Mons. D’Afflitto”, dove nella recensione del clero del territorio di Sambatello, risalente al 1599 ed al 1605, “appare ancor esso questo vecchio Prete Maio”, come si legge negli atti della Santa Visita.
“Aveva un braccio morto per paralisi, sicchè non celebrava Messa. L’Arcivescovo facevagli ubbidienza di portare almeno l’abito talare, che egli con alpina libertà lasciava nel guardaroba”.
Dopo l’intervento di Mons Denisi gli alunni della IV e V classe delle Scuole elementari di Sambatello, guidati dall’insegnante Graziella Barillà, hanno recitato una poesia in vernacolo sul Prete Maio ricevendo lunghi e reiterati applausi .
Gli stessi alunni ,entusiasti ed attenti a quanto è stato detto dai relatori, hanno rivolto numerose domande sulla vita e le opere del Prete Maio.
Ha concluso i lavori Matteo Gangemi, Presidente del Centro Studi, ringraziando tutti gli intervenuti e dando appuntamento per le altre manifestazioni in programma.
L’esposizione delle opere di Piero Gangemi sarà aperta al pubblico fino a sabato 17 marzo dalle ore 9 alle 12 e dalle 16 alle 18.




