Di seguito la nota: Con la sentenza presa dal Tribunale di Milano che ha riconosciuto al Ministero dell’Ambiente un risarcimento di 56 milioni di euro, la Regione Calabria, promotrice della causa, oltre a non ottenere nulla,
fa ritornare drammaticamente indietro di cinque anni la problematica ambientale.
Nessuno può mettere in dubbio che l’origine di tutti i mali parte da quando il Governo Berlusconi ha emanato il cosiddetto Decreto Salva Eni ( n° 209/2008), che, di fatto, ha escluso gli enti locali ai diversi livelli dalla possibilità di richiedere il risarcimento del danno ambientale.
Né possiamo dimenticare che 37 deputati del Partito Democratico ( con i calabresi Nicodemo Oliverio e Mariateresa Laganà), hanno sottoscritto una mozione di modifica del Decreto Salva Eni, per reintrodurre il ruolo degli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni) nella transazione economica tra governo e società responsabili dell’inquinamento dei siti di interesse nazionale – come Crotone – per la quantificazione dei danni ambientali, ottenendo, invece, la blindatura del provvedimento da parte del governo di centro destra.
Al di là di tali riflessioni e dei ragionevoli dubbi sulla sentenza che, di fatto, sancisce l’addio al risarcimento per danno ambientale presentato dalla Regione Calabria avverso ENI-SINDYAL, per le conseguenze all’immagine e per l’aumento delle spese sanitarie dovuto al presunto incremento di patologie riconducibili all’attività industriale del sito Pertusola Sud, l’intera classe politica cittadina non può sicuramente fermarsi.
Bisogna immediatamente avviare tutte le procedure necessarie affinché si possa istituire presso il Ministero dell’Ambiente, un tavolo istituzionale finalizzato alla stipula di un accordo di programma quadro di 56 milioni di euro, importo che la sentenza del Tribunale di Milano ha assegnato al governo, che dia rilancio al territorio crotonese.
Per dare maggiore forza a tale iniziativa, auspico che il Consiglio Comunale, già calanderizzato e dedicato esclusivamente al problema della bonifica, possa essere promotore di un’azione unanime che non solo dia maggiore rilievo all’intera classe politica eletta in consiglio comunale, spesso troppo distratta da altre problematiche, ma possa rappresentare un segnale di grande unità su una problematica storica che ha visto il territorio crotonese presentarsi sempre troppo diviso su tematiche di importanza enorme per il presente e per il futuro dell‘intera popolazione.




