
centri storici comunali.
Dopo il completamento dei lavori di riqualificazione, la sorpresa: i soldi non si trovano. Naturalmente, ciò ha portato a gravi conseguenze. Un terremoto che ha smosso l’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici la quale ha chiesto conto all’attuale Giunta Scopelliti, cioè, nella sostanza, all’Assessore regionale all’Urbanistica Piero Aiello, non escludendo, tra l’altro, un intervento della Corte dei Conti.
Chi rischia? Le imprese ed i Comuni. Le prime (centinaia) perché hanno già anticipato le liquidità per l’acquisto dei materiali, assunto personale ed aperto cantieri. I secondi, cosa ancora più grave, in quanto sarebbero insolventi e, di conseguenza, comincerebbe ad aleggiare su di essi lo spettro del pignoramento.
All’appello mancano ben 112 milioni che Scopelliti e Aiello stanno cercando di trovare. Infatti, all’origine, il bando, sottoscritto dall’allora giunta Loiero nella persona dell’Assessore all’Urbanistica regionale Michelangelo Tripodi, garantiva effettivamente solo 23 milioni derivanti da una delibera Cipe del 2005. L’attuale Giunta, dal canto suo, sta sgomitando per risolvere l’enigma: ha stanziato per i Comuni “vittime”, in prima battuta, 16 milioni recuperati dal POR 2000/2006, ma soprattutto ha congelato gli impegni e le procedure visto che, data la situazione, è impossibile eseguire opere senza ‘i pilastri portanti di carta’.




