Di seguito la nota di Nicola Simone della Segreteria Provinciale UIL FPL: La linea decisionista e concretista del direttore generale dell’ASP di Reggio Calabria e dei suoi più stretti collaboratori colpisce ancora.
Questa volta nel mirino c’è l’organizzazione e la modifica degli orari di lavoro del personale.
La direzione aziendale ha, di fatto, proceduto unilateralmente ad autorizzare i Dirigenti ad attivare sostanziali modifiche delle modalità lavorative in alcuni ambiti che potrebbero peggiorare il servizio, non rispettare le esigenze del personale, creare disagi e snobbare il sindacato nelle sue peculiari competenze istituzionali.
Infatti, con una nota prot. 42879 del 31 maggio 2011 avente per oggetto “ disposizione di servizio “orario di lavoro””, che la scrivente Organizzazione Sindacale acquisisce per vie traverse, non essendone destinataria, solo in data odierna (come se l’argomento non interessasse i Sindacati!!), il Direttore Generale, a firma congiunta del Direttore del personale, impartisce la disposizione che, relativamente a quanto stabilito nelle rispettive contrattazioni decentrate, i Dirigenti preposti possono modificare l’orario di lavoro, qualora ritenuto più funzionale (ai loro impegni???), fermo restando i due rientri settimanali.
Non vi sono dubbi che per costante prassi e giurisprudenza l’orario di lavoro debba essere concordato con le organizzazioni sindacali, nell’ ambito della contrattazione aziendale, che trova il suo principale riferimento nel CCNL, che a livello aziendale può essere integrato, ma non derogato.
E’, quindi, nella contrattazione collettiva che l’orario di lavoro trova la sua principale fonte normativa.
Ancora una volta, però, il Direttore Generale e, ancor di più, la Dirigenza da 110.000 euro l’anno, hanno sottovalutato il valore dei Contratti Integrativi Aziendali dimostrando, forse, di disconoscere le norme che danno impulso e sorreggono tale tipologia di “contratti”, perpetrando per l’ennesima volta una discriminazione sindacale.
Se così fosse, sarebbe bene che a fronte dei lauti stipendi loro corrisposti i Dirigenti sentissero l’obbligo di colmare le lacune con un buon ripasso della materia e consigliassero il Direttore Generale, come si conviene a chi deve garantire “l’alveo della buona amministrazione”.
Scrivente O.S. chiede alle SS.LL. la revoca della disposizione di servizio di cui sopra, dandone comunicazione alla scrivente, ai sensi della legge 241/’90 e s.m.i. e dell’art. n. 328 del C.P.




