“La manifestazione annunciata a Cosenza dal presidente Scopelliti, è il tentativo di dimostrare che, dopo un anno e mezzo di legislatura, questa maggioranza e questo governo regionale, benché improduttivi e non in grado di ottemperare a nessuna delle promesse fatte durante la campagna elettorale, ancora esistono”. Lo afferma il consigliere regionale del Gruppo misto Pasquale Tripodi, secondo il quale “Mentre ormai da ogni angolo della Calabria si levano forti proteste per la smobilitazione dell’esistente e la prospettiva a rischio di ogni struttura sanitaria pubblica e privata e l’inconsistenza di qualsiasi programmazione delle risorse comunitarie, nazionali e locali, finalizzata allo sviluppo ed al rilancio dell’occupazione, è davvero singolare che la maggioranza, anziché confrontarsi in Consiglio regionale sulle principali problematiche che rendono la Calabria l’ultima regione d’Europa, spenda energie ed impegno per fare demagogia e proseguire in un’infinita campagna elettorale”. Spiega Tripodi: “Si coglie da questa metodologia politica, il segno di una crisi di governabilità che è preoccupante. Ricercare continuamente l’incontro con la piazza, inseguendo l’approccio berlusconiano proteso a delegittimare le Istituzioni anziché ad attivarle al meglio delle loro possibilità per renderle utili per la collettività, quando il berlusconismo è in piena e rovinosa crisi, non è una dimostrazione di saggezza politica. Meraviglia, in tal senso, che le forze di Centro, che, nonostante i mugugni diffusi e le doglianze ormai non più sottaciute, sostengono ancora il presidente Scopelliti, non prendano le distanze da questo annunciato declino politico ed istituzionale. Il disincanto dell’Udc, che nell’ultima riunione di maggioranza ha iniziato a porre dei paletti ad un modo di procedere nella gestione della cosa pubblica che non dà i risultati per i quali l’Udc calabrese continua a smentire le posizioni politiche dell’Udc nazionale, non può essere usato a fasi alterne. La luna di miele, pur comprensibile, tra il presidente Scopelliti ed il suo elettorato è finita da un pezzo. Sulle questioni dello sviluppo e delle infrastrutture di base si è in presenza di una crisi grave che si commetterebbe un grave errore a rubricarla in termini di polemica personale. E’ una crisi, invece – sottolinea Tripodi – che investe ogni settore produttivo, dal porto di Gioia Tauro ai trasporti pubblici e privati, e di cui, il collasso della sanità e lo smarrimento di linea nella gestione dei fondi europei, sono il simbolo di una situazione sfuggita di mano. Una crisi di progetto, soprattutto di capacità organizzativa per reinserire la Calabria nei circuiti economici e sociali nazionali ed europei che dovrebbe vedere le forze politiche moderate preoccupate nell’analisi fredda dei suoi risvolti, al fine di rilanciare una strategia che abbia nel Consiglio regionale la sede autorevole di discussione e confronto democratico per impedire che le inefficienze producano danni per l’intera Calabria in maniera irreversibile. Sostenere ancora l’idea sbagliata che un uomo solo al comando, purtroppo non circondato da competenze adeguate, possa affrontare e risolvere, anche riconoscendogli la buona fede, i gravi problemi della Calabria, è venuta al pettine come un nodo che rischia però di romperlo il pettine. In questo senso – spiega Tripodi – le osservazioni mosse anche da una parte del Centro alla Giunta regionale, sono da me condivise fin nei dettagli. Perciò sostengo che è indispensabile una verifica all’azione dell’Esecutivo da farsi in Consiglio, ma non per mettere questo o quello sulla graticola, bensì per rilanciare l’azione complessiva della Regione, sia nel rapporto con gli enti locali calabresi che con ogni istanze rappresentativa, economica e sociale”. Conclude Tripodi: “Le forze politiche moderate, di Centro e riformiste oggi, specie con la galoppante crisi finanziaria internazionale e con le nuove prospettive che si intravedono all’orizzonte, responsabilmente debbono porsi il problema di come potenziare l’azione della Regione, perché una Regione ridotta a brandelli, inaffidabile sul piano europeo e incapace di affrontare e risolvere sia i piccoli che i grandi problemi dei calabresi, davvero non serve a nessuno”.




