
Per alcuni imputati c’è anche una riforma “in peius” della sentenza di primo grado. Cosimo e Antonio Cannizzaro hanno dunque ricevuto un aumento della pena di otto mesi, venendo condannati, rispettivamente a 15 anni e a 5 anni e 8 mesi di reclusione. Pietro Cambareri, che era stato assolto in primo grado con la formula “perché il fatto non sussiste” è stato invece condannato a 8 mesi di reclusione. La Corte, comunque, oltre all’aumento delle pene per due Cannizzaro e per Cambareri, ha operato anche delle riduzioni di pena: 13 anni e 8 mesi sono stati inflitti a Paolo Antonio Monorchio, 5 anni (e 18mila euro di multa) a Giuseppe Agostino, 7 anni a Rocco Cannizzaro, 3 anni 5 mesi e 20 giorni ciascuno (e 12mila e 600 euro di multa) per Angelo Mangano e Filippo Martino, 3 anni ciascuno (e 12mila e 600 euro di multa) per Demetrio Fanti e Giovanni Rodà, 5 anni di reclusione (pena confermata) sono stati inflitti, infine, a Luigi Raniolo.
Oltre un anno fa, nel giugno 2010, l’avvocato generale dello Stato, Franco Scuderi, aveva richiesto l conferma della sentenza emessa in primo grado dal Gup di Reggio: i reati contestati agli imputati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, nonché lo spaccio. Il 16 gennaio 2007, il Gup aveva condannato a 14 e 4 mesi di reclusione ciascuno Paolo Monorchio, Giuseppe Agostino, Cosimo Cannizzaro e Rocco Cannizzaro. Per il solo spaccio di stupefacenti aveva condannato a 5 anni di reclusione e 18 mila euro di multa ciascuno Antonio Cannizzaro e Luigi Raniolo. Condanne erano state comminate anche per Demetrio Fanti e Giovanni Rodà, puniti pena di 3 anni 5 mesi e 20 giorni di reclusione e 12 mila 600 euro di multa. Il Gup aveva anche condannato Angelo Mangano e Filippo Martino alla pena di 4 anni e 4 mesi e 14 mila euro di multa. Unico assolto (ma adesso condannato a 8 mesi) era stato Pietro Cambareri.
Il maggior successo, dunque, lo ottengono gli avvocati Domenico e Andrea Alvaro che riescono a far dimezzare la pena del proprio assistito Rocco Cannizzaro, che passa da 14 anni e 4 mesi a 7 anni di reclusione: i due legali, attraverso la propria attività, sono riusciti a far escludere la posizione apicale del proprio assistito in seno all’organizzazione. L’operazione, scaturita da un’indagine del pm Santi Cutroneo, fu denominata “Stradone”, perché i soggetti coinvolti avrebbero avuto come luogo preferito per lo spaccio lo stradone del rione Ciccarello, periferia sud di Reggio Calabria. L’organizzazione, però, oltre alla presenza in città, avrebbe avuto contatti anche con la zona della Piana di Gioia Tauro, in particolare di Sinopoli.




