
Si tratta di una trentina di soggetti che hanno scelto di essere giudicati con la formula del rito abbreviato che, in caso di condanna, prevede una riduzione di un terzo della pena. Molti altri imputati hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario nelle scorse settimane.
I giovani pm De Bernardo e Perrone Capano, dunque, al termine di una requisitoria, divisa in due parti e protrattasi per oltre quattro ore, hanno richiesto al Gup di Reggio Calabria, Tommasina Cotroneo, la condanna di tutti i soggetti coinvolti: si va dalla richiesta di un anno e due mesi di reclusione (e seicento euro di multa) per diversi soggetti tra cui Francesco e Giuseppe Frisina, fino ai vent’anni richiesti per Concetto Bruno Candito, originario di San Lorenzo. Inoltre condanne piuttosto dure sono state invocate anche per Francesco Bruzzese di Condofuri (sedici anni di reclusione), Maurizio Iaria, Carmelo Manti e Daniele Filippo Poerio: per i tre, originari di Condofuri, i pm antimafia hanno richiesto una condanna a quattordici anni ciascuno. Oltre alle dure richieste di condanna, i pm De Bernardo e Perrone Capano hanno anche richiesto la trasmissione degli atti all’Ufficio di Procura riguardanti Paolo Verduci per il reato di falsa testimonianza. Al termine della requisitoria dei due rappresentanti dell’accusa hanno preso la parola alcune delle parti civili costituite (Regione Calabria, Provincia di Reggio Calabria e Comune di Condofuri).
L’indagine mise nel mirino la cosca Rodà-Casile, che avrebbe condizionato, illecitamente, le attività del Comune di Condofuri. Un’attività investigativa, svolta in parallelo dal Commissariato Condofuri e dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, coordinati dalla Dda di Reggio Calabria, che aveva portato all’emissione di una trentina di ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tra queste, anche quella che colpì l’assessore Filippo Rodà, che sarebbe stato il referente politico della cosca. L’organizzazione mafiosa individuata dagli inquirenti avrebbe mantenuto solidi rapporti anche con le altre consorterie criminali della zona ionica reggina, in particolare quelle facenti capo alle ‘ndrine Morabito-Bruzzaniti-Palamara di Africo, Maesano-Pangallo-Zavettieri di Roghudi-Roccaforte del Greco, Paviglianiti di San Lorenzo, Vadalà e Talia di Bova Marina. Oltre agli interessi delle cosche negli appalti e, in generale, nelle attività del Comune di Condofuri, emerse anche l’attività di taglieggiamento nei confronti dei commercianti del paese, nonché l’infiltrazione all’interno delle ditte, soprattutto con riferimento al settore del movimento terra.
Di seguito tutte le richieste formalizzate dall’Ufficio di Procura:
Antonino Altomonte, Condofuri 8 anni
Francesco Bruzzese, Condofuri 16 anni
Concetto Bruno Candito, San Lorenzo 20 anni
Pasquale Caridi, Condofuri 10 anni
Antonino Casile, Condofuri 9 anni
Pietro Casile, Condofuri 9 anni
Fascì Lorenzo, Condofuri 12 anni
Domenico Foti, Condofuri 12 anni
Francesco Frisina, Bianco 1,2 (600 euro di multa)
Giuseppe Frisina, Bianco 1 anno e 2 mesi
Rocco Guerrisi, Cittanova 1 anno e 2 mesi
Maurizio Iaria, Condofuri 14 anni
Salvatore Loprete, Taurianova 1 anno e 2 mesi (600 euro di multa)
Giorgio Macrì, Condofuri 10 anni
Carmelo Manti, Condofuri 14 anni
Carmelo Modaffari classe 1984, Condofuri 8 anni
Leone Modaffari, Roghudi 8 anni
Raffaele Nucera, Condofuri 8 anni
Francesco Ollio, Condofuri 8 anni
Daniele Filippo Poerio, Condofuri 14 anni
Filippo Antonio Poerio, Condofuri 8 anni
Pietro Poerio, Melito Porto Salvo 8 anni
Domenico Romeo, Gioia Tauro 1 anno e 2 mesi (600 euro di multa)
Leo Romeo, Condofuri 8 anni
Vincenzo Stilo, Condofuri 8 anni
Walter Tedesco, Siderno 4 anni
Giuseppe Vitale, Condofuri 8 anni




