La traduzione mediatica del Consiglio Nazionale PDL indubbiamente non rappresenta la complessità delle proposte –alcune anche esplicite- del segretario Alfano, per cui se ne trarrebbe, ingiustamente, una conclusione non compiutamente positiva.
E’ certamente indubbio che, per consueta prassi, non si è proceduto secondo antichi rituali in ordine all’investitura “popolare” del segretario, ma più concretamente vanno evidenziati i convinti orientamenti, alcuni addirittura di autentica svolta, illustrati da Angelino Alfano.
Il Paese soffre una condizione di democrazia incompiuta: a sinistra l’impervio itinerario verso un riformismo moderato sconta lo storico errore della fagocitazione, da parte degli epigoni del comunismo, del fondamentale pensiero socialista (operazione mani pulite), il centro anacronisticamente ripropone soluzioni antitetiche ad un inarrestabile processo di bipolarismo .
A destra, eliminate le tendenze identitarie, l’avvicinamento al Partito Popolare Europeo non sempre aveva assunto dimensioni di coerenza e di congruenza.
Da tali premesse derivava improrogabile l’impegno del PDL ad assicurare, alla svolta storica del paese, contributi ideal – politici ed etico- culturali che soltanto un processo articolato e condiviso poteva garantire.
Angelino Alfano di tutto questo ha parlato, mettendo dei paletti chiari anzitutto in ordine alla imprescindibile condizione di un riconosciuto tasso etico e di riscontrata onestà in tutti gli scritti al partito.
La declinazione dell’impegno personale sul versante partitico dovrà essere garantita da una inedita democrazia interna pur senza ricorrere a pretorici apparati partitici, generatori dell’inveterato costume italiano della correntocrazia.
La storicità della svolta per come è emersa dalle forti proposizioni del neo segretario postula indubbiamente il ricorso ad un momento fondativo che sarà costituito da una assemblea costituente.
L’impegno è davvero di dimensioni non comuni.
Ma il vigore politico, la forte passione e la cultura politica di Angelino Alfano consentono previsioni decisamente positive.
Non è mancata, nel quadro degli interventi assicurati dai leaders del partito, un apprezzato contributo di Giuseppe Scopelliti che unitamente a Giorgia Meloni ha proposto, con una vasta adesione, la redazione di un codice etico che in definitiva dovrà contrassegnare i tratti distintivi dei candidati sia a livello elettivo che di dirigenza di partito.
Il documento, che ricalca la dura affermazione di Alfano (“ non tutti possono rivendicare una specchiata condizione di onestà”) denuncia la condizione di incompatibilità, pur esistenti e smascherati, dei soggetti che hanno preteso di sfruttare incarichi politici ed elettivi a fini di illeciti arricchimenti personali.
Il documento esplicitamente pone all’indice ogni tentativo di utilizzare l’impegno politico addirittura in posizione di complicità rispetto ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.
Va da sé che l’apprezzamento è stato corale e che la conversione pratica dell’impegno nella nostra Regione sarà destinato a tracciare profonde linee di netta democrazia , creando i presupposti per un generale processo di autoemendazione da parte dell’intero mondo politico rispetto a situazioni negative che hanno nel tempo inquinato percorsi politici amministrativi.
Avv Luigi Tuccio
Coordinatore Grande Città
Popolo della Libertà




