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Processo ”Joti”: grossi ”sconti” in appello

31 Maggio 2011
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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cortedappellorc

di Claudio Cordova – Sono assai cospicue le riduzioni di pena che la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha operato nell’ambito del processo “Joti”, scaturito da un’omonima operazione della Polizia nel gennaio 2008, che andò a colpire un lucroso traffico

di droga a Reggio Calabria. La decisione della Corte d’Appello (Giuliana Campagna presidente, Massimo Gullino e Carmelo Blatti giudici) affievolisce ulteriormente il quadro di un’inchiesta che già in primo grado aveva dimostrato qualche piccola falla. In quella sede, infatti, il Gup Carlo Indellicati aveva deciso per oltre trenta assoluzioni.

Tante le riduzioni di pena, dunque: Antonio La Cava, Domenico Praticò, Vincenzo Macheda, Tommaso Pennestrì, Giovanni Ficara e Luigi Chillino passano infatti da una condanna a 9 anni e 4 mesi a una condanna a 4 anni, 11 mesi e 20 giorni. Per loro, infatti, la Corte ha escluso la qualifica di capi e promotori dell’associazione. Esclusa tale aggravante anche per Rocco Alvaro, Antonino Anile, Claudio Fedele e Fabio Forgione: da una condanna a 10 anni e 8 mesi, i quattro passano a una più mite pena di 7 anni, 3 mesi e 10 giorni. Leggera riduzione di pena anche per Orazio Ficara che, con una condanna a 16 anni di reclusione, era stato l’imputato a pagare in maniera più salata in primo grado: nei suoi confronti la Corte ha operato una rideterminazione della pena, condannandolo a 14 anni e 8 mesi. La riduzione di pena da 6 anni e 8 mesi a 5 anni e 11 mesi consente a due imputati, Alessandro Ielo e Luigi Testasecca, di ottenere l’immediata scarcerazione se non detenuti per altra causa. Ma tra le decisioni della Corte d’Appello vi sono anche due assoluzioni: quelle di Attilio La Mendola e di Maurizio Laganà: i due, condannati a 3 anni in primo grado, erano alcuni dei tanti imputati cui era già stata condonata la pena.

Questo il quadro completo di condanne e assoluzioni: Rocco Alvaro a 7 anni, 3 mesi, 10 giorni; Antonio Ambrogio a 5 anni, 11 mesi, 10 giorni; Antonino Anile a 7 anni, 3 mesi, 10 giorni, Claudio Rocco Anile a 3 anni (pena condonata); Demetrio Assumma a 3 anni (pena condonata); Anouar Azzazi a 1 anno, 7 mesi e 10 giorni (pena condonata); Hicham Bahij a 2 anni (pena condonata); Luca Barillà a 3 anni (pena condonata); Edorado Bruciafreddo deceduto; Luigi Chillino a 4 anni, 11 mesi e 20 giorni; Gabriella Costantino a un anno e 4 mesi; Domenico Ecelestino a 5 anni, 11 mesi e 10 giorni; Taibi El Khayat a 2 anni (pena condonata); Claudio Fedele a 7 anni, 3 mesi e 10 giorni; Giovanni Ficara a 4 anni, 11 mesi e 20 giorni; Orazio Ficara a 14 anni e 8 mesi; Rocco Ficara a 5 anni 11 mesi e 10 giorni; Fabio Forgione a 7 anni, 3 mesi e 10 giorni; Pierfrancesco Freno a 3 anni (pena condonata); Gianmarco Gallo a 3 anni (pena condonata); Najid Haidari a 2 anni (pena condonata); Alessandro Ielo a 5 anni, 11 mesi e 10 giorni (3 anni condonati); Antonio Francesco Maria La Cava a 4 anni, 11 mesi e 20 giorni; Maurizio Laganà assolto, Attilio Lamendola assolto; Antonino Losordo a 3 anni (pena condonata); Vincenzo Macheda a 4 anni, 11 mesi e 20 giorni; Domenico Mangiola a 3 anni (pena condonata); Maurizio Marino a 11 anni, 3 mesi e 10 giorni; Emanuele Occhipinti a 2 anni (pena condonata); Giuseppe Palamara a 9 mesi (pena condonata); Tommaso Pennestrì a 4 anni, 11 mesi e 20 giorni; Luca Domenico Praticò a 4 anni, 11 mesi e 20 giorni; Luigi Mario Testasecca a 5 anni, 11 mesi e 10 giorni (3 anni condonati); e Loretta Tramonti a 5 anni, 11 mesi e 10 mesi e 10 giorni.

La Corte ha deciso, dopo una camera di consiglio di circa cinque ore, alla fine di una lunga serie di udienze in cui erano intervenuti i tanti avvocati del folto collegio difensivo (tra gli altri Aldo Labate, Francesco Calabrese, Giulia Dieni, Antonio Managò e Umberto Abate). Il sostituto pg, Franco Mollace, aveva richiesto la conferma delle condanne emesse in primo grado. In quella sede furono ben trentuno le assoluzioni. La sentenza d’appello, dunque, pur lasciando in piedi l’impianto accusatorio, sgonfia decisamente il computo finale delle condanne. L’operazione Joti aveva scoperto un traffico di cocaina e hashish in città: droga spacciata anche nella curva sud dello Stadio “Granillo”, durante le partite della Reggina, e nelle scuole, tra cui il liceo scientifico “Leonardo da Vinci”, l’Istituto Tecnico Industriale “Panella” e l’Istituto professionale “Vallauri”. L’associazione poteva vantare articolazioni sia sul versante jonico (comprensori della Locride, di Melito Porto Salvo, Roghudi e Palizzi) che tirrenico (comprensori della Piana di Gioia Tauro, di S. Eufemia d’Aspromonte, Bagnara Calabra e Sinopoli) della provincia.

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