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Il romanzo di esordio di Filippo Rosace al Salone di Torino

10 Maggio 2011
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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IL VIGNETO DEL PRESENTE, romanzo d’esordio di Filippo Rosace
al Salone del libro di Torino

presentazione:
Venerdì 13 maggio ore 17.00
Stand X54 Regione Calabria – Padiglione Oval

Intervengono:
Franco Arcidiaco, editore Città del Sole Edizioni
Giuseppe Casile, presidente Circolo Culturale “Rhegium Julii”

Sacrificare il figlio maschio in cambio del raccolto più ricco. Era la legge del dio babilonese Marduk, l’imperativo crudele al quale bisognava obbedire per divenire ricco e forte.
Alla legge del sacrificio rispondono anche le regole ferree della mafia. Chi si mette in affari con la “famiglia” rinuncia sempre a qualcosa, soprattutto al diritto di scegliere. È il prezzo del denaro, del potere, …della tranquillità.
Un’amara verità raccontata nel romanzo dell’esordiente Filippo Rosace Il vigneto del presente, edito da Città del Sole Edizioni, che sarà presentato per la prima volta al prossimo Salone del libro di Torino. L’autore sarà allo stand della Regione Calabria venerdì 13 maggio alle ore 17.00, in un incontro con l’editore Franco Arcidiaco e il presidente del circolo culturale “Rhegium Julii” Giuseppe Casile.
Residente da anni in Calabria, giornalista, collaboratore del periodico Narcomafie, Rosace conosce bene le dinamiche della criminalità e in questa sua prima opera ne dà prova. Dal sapiente intreccio di storie emerge efficacemente lo spaccato di un’Italia corrotta e malata, dove sotto l’apparente normalità si nascondono trame mafiose di ogni livello. Dalla Milano dell’alta finanza, dove la ‘ndrangheta usa lo strumento altamente persuasivo dei soldi, provenienti dalle tante attività illecite, per aprire facilmente le porte dei cosiddetti salotti buoni, fino a quel Sud in cui la camorra violenta e sanguinaria spadroneggia con la punizione esemplare, con il fatto che deve suscitare clamore e terrore, con il controllo capillare della comunità e dei singoli.
Il vigneto del presente fotografa questo contesto, con una struttura narrativa che si apre a raggiera su personaggi e situazioni, costruendo in uno stile nitido e accattivante una storia di traffici di droga, omicidi e corruzione.
Il magistrato Vincenzo Macrì, nella sua prefazione, sottolinea: «L’Autore offre uno spaccato di storia criminale italiana, nella quale convivono, come nella realtà, la violenza arcaica, l’infiltrazione nelle regioni settentrionali, la corruzione delle coscienze, le collusioni con il potere, le infinite modalità del riciclaggio dei profitti del traffico di droga nell’economia “sana”».
Ma è soprattutto su un aspetto che l’autore si sofferma e fa riflettere: la difficoltà di sottrarsi alla morsa della criminalità, una volta che si è coinvolti nei suoi affari. Come accade ai due protagonisti, due giovani che nulla sanno della realtà malavitosa in cui vivono e con la quale, loro malgrado, entrano in contatto. Perché la mafia non ammette deroghe, controlla il territorio e chi ci vive, e con le buone o con le cattive, influenza, decide, e infine schiaccia.
L’autore non racconta una favola a lieto fine, non consegna un messaggio edificante; i cattivi non soccombono, le vittime, innocenti e non, rimangono sulla strada senza colpevoli, e il sistema perpetua se stesso, perché troverà sempre volenterosi contadini pronti a sacrificare il figlio maschio primogenito per la vendemmia più ricca.
Tuttavia, per chi vuole esercitare la capacità di scegliere, per chi decide che non vuole stare sotto il giogo soffocante di un padrone, per chi rifiuta il dono del dio, ecco un finale aperto alla speranza. Perché, se si vuole, c’è sempre un modo per sfuggire a un destino che altri hanno scritto per noi.

Filippo Rosace è nato a Lecco nel 1976. Nel 1993 si è diplomato alla Milton High School of Vermont (USA). Laureato in Conservazione dei Beni culturali presso l’Università di Parma, vive da diversi anni a Reggio Calabria, dove è responsabile dell’Ufficio Biblioteca presso il Consiglio Regionale della Calabria. Giornalista pubblicista, collabora alla rivista “Narcomafie”. È al suo primo romanzo.

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