
di Giusva Branca – Come sempre in Calabria va tutto alla rovescia rispetto alle tendenze nazionali. E così mentre qualche anno fa, col Paese tutto a destra,
la Calabria aveva scelto amministrazioni di centrosinistra in Regione, a Catanzaro, a Cosenza, a Crotone, alla Provincia di Reggio come a quelle di Cosenza e Crotone, stavolta avviene l’esatto opposto. Il Pdl targato Scopelliti, ma anche il Pdl dell’asse con l’Udc e di quello interno tra Reggio e Cosenza fa quasi strike. Nel complesso, tra primo e secondo turno, porta a casa il Comune e la Provincia di Reggio, il Comune di Catanzaro e il Comune di Cosenza. Lascia sul terreno solo il Comune di Crotone ma, nel complesso, il trionfo è evidente. L’analisi del voto relativo al turno di ballottaggio si presta a valutazioni ulteriori rispetto a quelle già esposte 15 giorni addietro. Vediamo. Provincia di Reggio Raffa vince, tutto sommato bene. Ha rischiato qualcosa nella misura in cui l’astensionismo su Reggio ha toccato livelli record (oltre 2/3 dell’elettorato), ma ha agevolmente controllato la partita. Il dato più importante per Raffa, quello che lo ha spinto alla vittoria, giunge dalla provincia e, segnatamente, dalla piana, dove i dati elettorali parlano di un vero e proprio exploit che gli consente di chiudere nel migliore dei modi un anno difficile e a tratti difficilissimo da successore di Scopelliti a Palazzo San Giorgio. Dal canto suo Morabito ha fatto quello che ha potuto, ma anche lui, esattamente come capitato ai candidati di un centrosinistra spaccato anche al Comune di Reggio e a quello di Cosenza, paga le folli scelte di una coalizione che, pur di non far vincere il rivale-alleato non ha esitato a far morire Sansone e tutti i Filistei. Comune di Cosenza. Scopelliti non ne fa mistero: per lui la città di Cosenza rappresenta forse il successo più importante dell’intera tornata amministrativa e, in effetti, la
stagione politica che attende la città bruzia è caratterizzata da una svolta epocale: perdere la guida di sinistra a Cosenza fa, in qualche modo, violare le colonne d’Ercole e navigare la comunità in acque nuove e fin qui sconosciute. La vittoria elettorale del centrodestra ha, evidenti, matrici plurime. Di sicuro ha pagato il forte legame Pdl-Udc, che se in Calabria si legge Scopelliti-Talarico, nel cosentino diventa Scopelliti-Trematerra. Ma ancor di più hanno pagato la scelta di un candidato moderato e il forte asse territoriale creato da Scopelliti con uomini
forti del territorio come Gentile e Mancini, capace di superare logiche campanilistiche, pur reiteratamente evocate in campagna elettorale dal centrosinistra. Ultima ma non ultima nelle cause del risultato elettorale va individuata la sconfitta di un centrosinistra che, per quanto storicamente forte sul territorio, è giunto alla competizione reduce da un quinquennio praticamente disastroso targato Perugini e, soprattutto, ha dato il peggio di sè in fase di concorrenza interna. Paolini, alla fine, ne esce bene, ma con le polveri bagnate. Bagnate a priori da un Pd in piena crisi di identità nel quale ha probabilmente proposto il canto del cigno
Nicola Adamo, fino a un anno fa signore del centrosinistra con Bova a Reggio e Loiero a Catanzaro e oggi numericamente condannato ad un oblio tanto rapido quanto inglorioso, esattamente come gli altri due al centro e al sud della Calabria. Comune di Crotone. Qui la prospettiva si ribalta e il mea culpa tocca al centrodestra. Vince benissimo Vallone, evidentemente premiato dopo 5 anni di amministrazione, ma più di qualcosa non è andata già ai vertici Pdl: le prime dichiarazioni della vicepresidente della Giunta, la crotonesissima Antonella Stasi ( “Non hanno funzionato le alleanze per Dorina Bianchi” ) schiudono stati d’animo evidenti.
La litigiosità evidente esibita in prima istanza tra Bianchi e Senatore ha irritato gli elettori di centrodestra, ancor di più quando i due si sono riabbracciati per il ballottaggio. Il messaggio che doveva passare, quello di un primo turno da interpretare in una sorta di “primaria aperta” per il centrodestra, non ha funzionato nemmeno lontanamente e inoltre, in un quadro generale caratterizzato da una sorta di nemesi per Berlusconi che stavolta ha distrutto elettoralmente tutto ciò che ha toccato, la sua apparizione sul palco insieme a Dorina Bianchi (con annessa sfuriata di Casini alla sua candidata) ha probabilmente tolto consensi alla candidata che, infatti, aveva già deluso al primo turno.




