
Ha chiuso ieri sera i battenti, la stagione concertistica del teatro reggino che, anche quest’anno, ha impegnato e portato sulla scena professionisti capaci di lasciare ai fedelissimi spettatori un dono prezioso: la passione di talentuosi artisti locali che amano la musica, ma amano ancora di più potersi esibire nella loro città, tra la loro gente. E lo hanno fatto nel tempio dell’arte, quel teatro, il “Cilea”, che è sempre pronto ad accogliere i suoi “figli”. Con un’altra impeccabile esecuzione realizzata dai musicisti dell’orchestra diretti per l’occasione, dal maestro Riccardo Frizza, sul palco prende forma una partitura impegnativa dove sono i suoni degli strumenti a trascinare il pubblico in quel repertorio classico ma sempre attuale. Il concerto si apre con due capolavori: il poema sinfonico, L’Ouverture Le Ebridi del compositore tedesco Felix Mendelssohn che richiama, con il suono degli archi, il movimento del mare, e la fantasia per orchestra “Capriccio italiano” opera 45 del compositore russo Pyotr Ilyich Tchaikovsky. La seconda parte è segnata dalla Sinfonia in Sol minore n.40 k 550, l’opera più celebre di Wolfgang Amadeus Mozart. Questa sinfonia, originariamente considerata come esempio di grazia e leggerezza, forse confondendo la semplicità con cui vi si sviluppano e susseguono le varie melodie, oggi appare come un’opera fortemente introspettiva e di alto contenuto drammatico. Il teatro è avvolto da straordinari suoni perfettamente ricreati da tutti i musicisti dell’orchestra “Cilea” guidati magistralmente dal maestro Riccardo Frizza, direttore molto attivo sia in campo sinfonico che operistico. Nonostante la giovane età, Frizza è uno dei più accreditati interpreti del nostro melodramma in campo internazionale. “Fare il musicista è una missione: vuol dire dedicarsi anima e corpo, giorno e notte, a rendere vivo ciò che giace morto su una carta stampata – afferma il direttore d’orchestra – Il musicista non vive di musica ma per la musica”. Questo gli spettatori del “Cilea” lo hanno capito ieri sera, applaudendo quell’arte, i suoi musicisti, capaci di donare ancora una volta, gioia, serenità e tante emozioni.




