Segue la nota: Dal mese di gennaio i lavoratori, della Casa di riposo di Rizziconi, non prendono lo stipendio, si sperava che questo grave problema si risolvesse prima delle festività di Pasqua, ma la serenità sperata è
svanita lasciando posto alla disperazione e all’amarezza presente in 48 famiglie di lavoratori. A ciò si aggiunge l’imminente licenziamento collettivo per 26 dipendenti. Il dramma di un futuro incerto con il silenzio assordante delle istituzioni Provinciali (ASP) e Regionali (Commissario Scopelliti, Dipartimento Sanità e Politiche Sociali), sembra che riguardi soltanto questi uomini e donne e le loro famiglie. La storia si ripete e, partendo dal triste Natale trascorso (in quel periodo gli stipendi non pagati erano 4 – Ottobre, Novembre, Dicembre e 13^, oltre le 6 mensilità degli anni 2008 e 2009 che permangono insolute a causa dei continui rinvii di udienze presso il Giudice del lavoro di Palmi), oggi si vive nell’incertezza di un domani al quale si ha paura di guardare, poiché si pensa che potrebbe essere l’ultimo giorno di lavoro per 26 lavoratori della Fondazione. Chiunque dopo aver lavorato con onestà, serietà e professionalità per tanti anni e dopo aver messo in atto un progetto di vita, trovandosi improvvisamente in mezzo alla strada, senza un centesimo in tasca, con una famiglia sulle spalle e vedersi arrivare la lettera di licenziamento, potrebbe commettere gesti estremi e reazioni incontrollabili e imprevedibili. La F.P. CGIL è continuamente al fianco di queste lavoratrici e lavoratori, facendo tutto il possibile per impedire che la protesta degeneri ma, diventa complicato capire cosa accade nella mente delle singole persone, in momenti di particolare sconforto, la disperazione, la depressione e tutto l’insieme di rabbia accumulata, potrebbe giocare brutti scherzi. La F.P. CGIL segue con molta attenzione anche i rapporti personali con i singoli lavoratori e lavoratrici, continuando a fare di tutto per evitare il licenziamento collettivo (vedi al contrario la CISL con l’accordo separato che tutela i suoi 3 iscritti Sarto, Lavandaia e Cuoca), puntando sui livelli essenziale di assistenza dovuta agli anziani che non può venir meno, ma che verrà meno tagliando il personale di oltre la metà della forza lavoro.
Questa problematica si inserisce in maniera forte in un contesto sociale, già fortemente provato dalla disoccupazione e da salari non sempre adeguati e in linea con i Contratti Collettivi di Lavoro. Sotto questo profilo, bisogna dire che non è comprensibile il licenziamento di ben 26 lavoratori, ampiamente trattato durante le attività sindacali di scioperi e incontri regionali che, purtroppo, non hanno sortito a risultati positivi. Il dato che grida vendetta è principalmente la becera e incomprensibile posizione della Regione Calabria che, con i suoi dirigenti di dipartimento, ha chiuso le porte a una possibile intesa, motivando il tutto con i debiti del piano di rientro.
E, allora, se i debiti valgono per quelle poche briciole che chiedeva la F.P. CGIL di Gioia Tauro, anche sulla base di una formale richiesta della Casa Protetta di Rizziconi datata 2007, perché non sono valsi per i 4 milioni e mezzo di euro elargiti alla Fondazione Campanella di Catanzaro?
La risposta sarebbe sin troppo semplice, ma ci limitiamo ad osservare che, nel mentre la Casa Protetta e di Riposo di Rizziconi è accreditata e convenzionata con l’ASP di Reggio Calabria e la Regione Calabria, per 24 posti di Casa Protetta e 46 di Riposo, la Fondazione Campanella è “candidamente” una struttura privata, ma, è noto a tutti che i risultati elettorali in Calabria si misurano sul consenso della Sanità Privata e Privata Convenzionata. Nel frattempo c’è chi si dispera e aspetta la lettera di licenziamento e chi invece si passa le festa di Pasqua con una grande abbuffata.
IL SEGRETARIO GENERALE F.P. CGIL Giuseppe Gentile




