«I numeri sono eloquenti e danno contezza della gravità di una crisi che sta mettendo a serio rischio la sopravvivenza di un tessuto produttivo fatto perlopiù di piccole e medie imprese.
Siamo, dunque, dinanzi a una vera e propria emergenza che potrebbe avere pesanti contraccolpi non solo di ordine economico ma anche sociale, se si considera che in Calabria l’intero comparto edile rappresenta uno degli assi portanti dell’economia regionale».
Dopo l’ennesimo e ultimo grido di allarme lanciato dall’Ance, il Consigliere regionale del Partito Democratico Bruno Censore analizza le ragioni della recessione, cercando, al tempo stesso, di individuare gli espedienti che almeno su scala provinciale potrebbero offrire una boccata di ossigeno al comparto in crisi.
«Le difficoltà legate all’accesso al credito che minano la liquidità dell’impresa, la presenza della criminalità organizzata che asfissia e opprime chi decide di investire da queste parti sono solamente le concause che hanno acuito particolarmente una crisi generalizzata e determinata da un fabbisogno abitativo in netto calo, dalla contrazione degli investimenti pubblici e dalla recessione economica – commenta Bruno Censore -. Dunque, se da un lato è evidente che per ovviare al problema, che è generale e non solo circoscritto alla Calabria, occorrono misure e provvedimenti adeguati dal Governo centrale, dall’altro è altrettanto vero che su scala regionale si può fare tanto. Stante la portata di una crisi che, ribadisco, rischia di avere pesanti contraccolpi non solo dal punto di vista economico ma anche sociale, anzitutto è necessario un confronto su un Piano di crescita che potrebbe rappresentare la giusta chiave di volta: serve, insomma, tavolo permanente di confronto, che veda coinvolti costruttori, ordini professionali, organizzazioni sindacali e amministratori locali, un confronto propedeutico all’individuazione e all’attuazione di quelle soluzioni che, scaturendo dalle esigenze del nostro territorio (penso alle ristrutturazioni edilizie, all’adeguamento degli edifici alle vigenti disposizioni antisismiche, alla messa in sicurezza del territorio, alla mitigazione dell’erosione costiera, al recupero e alla valorizzazione dei beni culturali e architettonici), potrebbero dare nuova linfa al comparto».




