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Il digitale terreste in Calabria: per il momento solo a Cosenza e Crotone

3 Novembre 2010
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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digitaleterrestre
di Grazia Candido – Il futuro nel digitale. Anche in Calabria arriva la tv digitale ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo

passaggio? Oramai è imminente: anche i calabresi tra due mesi, dal primo gennaio per la provincia di Cosenza e di Crotone partirà lo “Switch over” (ossia la fase in cui coesisteranno due segnali, analogico e digitale) per poi passare a giugno allo “Switch-off”, (tecnicamente lo spegnimento dei ripetitori analogici). Questa volta si fa sul serio e, dopo anni di proclami, sperimentazioni più o meno estese e polemiche politiche, la Tv ha deciso di diventare completamente digitale dal 12 dicembre del 2012 e indietro non si potrà più tornare. Si dice che con il digitale si migliorerà la qualità dell’immagine e il segnale sarà più stabile. Inoltre, i telespettatori avranno la possibilità di accedere gratuitamente alla visualizzazione di un maggior numero di programmi disponibili, con ulteriore possibilità di usufruire di servizi interattivi. Ma andiamo nel dettaglio. I nuovi standard consentiranno un’interazione più semplice, coinvolgente e l’accesso a maggiori informazioni agendo semplicemente con il telecomando, trasmettendo dati verso l’emittente e visualizzando le operazioni sullo schermo del proprio televisore. Un po’ come avveniva precedentemente nell’analogico con il Televideo. Tuttavia, mentre il segnale analogico degrada in modo continuo e, anche se fortemente disturbato, presenta comunque un contenuto almeno in parte comprensibile allo spettatore: il segnale digitale oltre una certa soglia di disturbo diventa indecifrabile e perde qualsiasi informazione. In pratica, con la Tv analogica si riusciva a vedere anche in zone con un segnale debole e disturbato; con il Digitale terrestre non ci sono vie di mezzo. Ecco perché il passaggio è forzatamente lento: bisogna assicurare che il bacino di utenti televisivi analogici continui a vedere i canali televisivi con la nuova tecnologia. E poi, c’è da dire anche un’altra cosa: per usufruire dei servizi del digitale terrestre è necessario acquistare dei nuovi apparecchi atti alla sua ricezione. È possibile sostituire i propri televisori con nuovi modelli in grado di ricevere autonomamente le trasmissioni digitali oppure affiancare ai televisori già posseduti dei ricevitori esterni (decoder). Oltre che un costo in termini economici questo costituisce una difficoltà pratica per le persone che, come molti anziani, non hanno dimestichezza con la tecnologia: l’uso di una nuova televisione richiede un cambiamento di abitudini consolidate e l’uso di un decoder implica anche un telecomando in più. Ancora molte cose non sono ben chiare e visto che bisogna assicurare al bacino di utenti televisivi analogici, la continuazione del servizio tradizionale, è fissata per domani alle ore 11 nell’aula “Giuditta Levato” di palazzo Campanella il primo appuntamento per preparare tutte le istituzioni coinvolte a ridurre al minimo le difficoltà per le emittenti Tv e i disagi per l’utenza, nella fase transitoria. Il tavolo tecnico, voluto dal Co.re.com Calabria (Comitato regionale di controllo sulle comunicazioni) presieduto dall’avvocato Silvia Gulisano, metterà a confronto i soggetti istituzionali visto l’imminente passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale terrestre. All’incontro prenderanno parte le Amministrazioni provinciali di Cosenza e Crotone, i Presidenti delle Camere di Commercio e delle Comunita’ Montane dei territori interessati e la Direzione Strategia Tecnologica della Rai. Dopo Cosenza e Crotone, identificate nell’Area 14, si proseguirà con le altre province per completare il processo avviato. La digitalizzazione del resto della regione avverrà nel secondo semestre del 2012 contestualmente alla Sicilia.
“L’organismo che ho l’onore di presiedere – afferma l’avvocato Gulisano – riveste funzioni di governo, garanzia e consulenza in materia di comunicazione su base regionale e cura, fra l’altro, la tenuta del ROC (Registro degli operatori di comunicazione), con l’obiettivo di garantire trasparenza e pubblicità degli assetti proprietari, occupandosi anche dei casi di inquinamento elettromagnetico. Compiti decisivi per l’informazione sono: vigilanza sulle programmazioni per la tutela dei minori, garanzia della par condicio e conciliazione in ambito locale delle controversie tra gestori del servizio di telecomunicazioni e utenti. Siamo tutti chiamati ad un’attenzione e ad un impegno costante”.

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