«Non vi è dubbio che nella lotta alla criminalità organizzata diventa fondamentale colpire i patrimoni accumulati in maniera illecita. Però, i dati emersi dallo studio condotto dalla Corte dei
Conti, che assegnano alla Calabria la maglia nera in materia di riutilizzo sociale dei beni confiscati, sono allarmanti e ci debbono indurre a riflettere, ad individuarne le cause e le possibili e debite soluzioni per velocizzare e, quindi, favorire l’effettivo riutilizzo a scopo sociale dei beni immobili sottratti e confiscati».
E’ quanto afferma Bruno Censore, Consigliere Regionale del PD e Vicepresidente della Commissione regionale Antimafia.
«Sono diversi i fattori di criticità che rallentano il percorso e ritardano, di fatto, il riutilizzo per finalità sociali dei beni confiscati, com’è peraltro emerso nel corso dell’audizione resa nei giorni scorsi alla Commissione regionale Antimafia dal Prefetto Mario Morcone, Direttore dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Però, dinanzi i dati forniti dalla Corte dei Conti, emerge in maniera chiara la necessità di accelerare i tempi della destinazione dei beni sequestrati e confiscati – osserva Bruno Censore -. E’ evidente che occorra snellire le procedure, anche attraverso la revisione della normativa vigente: così come ho osservato durante l’audizione resa dal Prefetto Morcone, si potrebbe pensare pure di assegnare i beni direttamente alle associazioni e alle onlus a scopo sociale. Potrebbe essere una soluzione – conclude il Vicepresidente della Commissione regionale Antimafia – per velocizzare e, dunque, favorire l’effettivo uso a fini collettivi dei beni immobili che, in Calabria, con maggiore frequenza vengono sottratti alla criminalità organizzata».




