Lo scorso 4 giugno 2010 oltre 100 persone, tra rappresentanti, collaboratori e dipendenti delle Organizzazioni del Terzo Settore aderenti al Coordinamento Territoriale, si sono riunite in assemblea presso l’aula magna
“don Farias” dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, condividendo la forte preoccupazione per il futuro dei servizi sociali nel Comune di Reggio Calabria.
Un preoccupazione che origina dall’ormai cronico, e non più sostenibile, ritardo nei pagamenti delle spettanze dovute a tali organizzazioni che gestiscono per conto del Comune servizi alla persona nel territorio di Reggio Calabria. Servizi molto delicati che hanno per utenti persone e famiglie con gravi situazioni di disagio (disabili, anziani, minori, donne in difficoltà, rom, tossicodipendenti, ecc.), e che rischiano, se non verrà garantita continuità e qualità nelle prestazioni, di determinare una crisi sociale di dimensioni epocali per la nostra Città.
Al termine del’Assemblea i partecipanti hanno approvato e sottoscritto un documento che chiede all’Amministrazione Comunale di assumere definitivamente una decisione sul futuro del welfare e dei servizi a Reggio Calabria, una decisione alla quale devono seguire fatti concreti e comportamenti conseguenti. “L’impegno economico per i servizi sociali” si legge nel documento “rappresenta già di per sé una parte irrisoria dell’intero bilancio comunale, certamente insufficiente a coprire i notevoli bisogni del territorio. Se a ciò si aggiunge che i pagamenti avvengono con ritardi che spesso vanno oltre i 12 mesi, appare evidente come non sia più possibile garantire continuità. Ad oggi, così come certificato con una nota ad hoc inviata al Comune, i crediti degli enti aderenti al Coordinamento e relativi allo scorso biennio, ammontano ad oltre un milione e mezzo di euro, e la suddetta somma è in continuo aumento considerando che i servizi, nonostante tutto, continuano ad essere prestati”.
Le diverse organizzazioni, tutte realtà storiche della nostra città e che rappresentano, per l’intero territorio, uno straordinario patrimonio umano e professionale che occupa ormai oltre 250 operatori, sono ormai sull’orlo del fallimento per l’esposizione debitoria alla quale hanno dovuto ricorrere e stanno continuando nel loro servizio solo grazie al forte senso di responsabilità ed alla grande motivazione dei propri operatori e dei propri volontari.
Il documento pertanto chiede all’Amministrazione Comunale, in persona del Sindaco, considerando il grave stato di crisi in cui versa il sistema dei servizi e l’urgenza storica che ne deriva, di assumere formalmente i seguenti impegni:
o Provvedere con immediatezza, e comunque entro tempi brevi e certi al pagamento degli arretrati dovuti agli Enti non profit che gestiscono per conto del Comune servizi in area sociale e/o di inserimento lavorativo, allineando e pareggiando temporalmente le diverse posizioni debitorie delle organizzazioni;
o Garantire tempi certi nella erogazione delle spettanze future, prevedendo regolarità nei pagamenti che dovranno essere effettuati entro e non oltre 60 giorni dalla data di maturazione del credito e dalla relativa consegna della fattura o altro documento equipollente;
o Garantire, come previsto dalla legge, l’immediato pagamento di tutte le spettanze per servizi a carico economico di altri Enti, quali Regioni o Ministeri, e rispetto alle quali i Comune funge da mera cassa per partita di giro. Il pagamento delle suddette spettanze dovrà essere effettuato entro e non oltre 7 giorni dalla presentazione dei rendiconti di spesa presentato dagli organismi.
I suddetti impegni dovranno costituire altrettanti punti di un protocollo di intesa da sottoscrivere tra l’Amministrazione Comunale ed il Coordinamento.
Il documento è stato consegnato in data odierna al Sindaco e, per conoscenza, al Prefetto, chiedendo risposte entro 10 giorni.
Una eventuale mancata o parziale risposta da parte del Comune determinerà, quale conseguenza immediata, lo stato di mobilitazione degli Enti sottoscrittori, a salvaguardia della dignità degli utenti e dei lavoratori impegnati nei servizi.




