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Meteo: primavera 2010, è tempo di bilanci. Fresco e maltempo anche in Calabria e Sicilia. Adesso tocca all’estate: come sarà?

1 Giugno 2010
in CITTA
Tempo di lettura: 4 minuti
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http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/5934/foto/maltempo.jpg
di Peppe Caridi – Che la primavera 2010 sia stata caratterizzata, nell’Italia centro/settentrionale, da piogge abbondanti e temperature ben inferiori alle medie del periodo è un fatto evidente e acclarato.

Ne parlano quotidianamente le cronache nazionali, a causa delle gravi ripercussioni dei fenomeni avversi sulla quotidianeità della vita sociale, civile ed economica del Paese.

Meno si parla del freddo e del maltempo che hanno caratterizzato questa primavera anche al sud Italia.
Anche noi lo facciamo adesso per la prima volta. Anche perchè la prima parte della stagione, tra la seconda metà di marzo e il mese di aprile, era stata poco piovosa sulla quasi totalità del territorio meridionale. Ma un mesetto di tregua dopo l’inverno più piovoso di sempre era anche lecito attenderselo: poi, tra fine aprile e quest’inizio di giugno, ha ricominciato a piovere in modo significativo e anche le temperature sono diminuite fino a scendere nuovamente al di sotto delle medie del periodo.

A Reggio Calabria, ad esempio, maggio è stato un mese freddissimo relativamente alle medie della città dello Stretto.
La media delle temperature minime è stata di +16,7°C e quella delle massime di appena +22,2°C. Solo 7 sono stati i giorni di cielo sereno, e solo cinque volte la colonnina di mercurio ha superato i +25°C, con una massima mensile di +27,2°C giorno 28.
Poco, troppo poco per un mese come maggio che in termini di caldo, spesso e volentieri regala veri e propri antipasti d’estate.
Troppo poco se ci aggiungiamo che anche aprile era stato fresco, assolutamente privo di ondate di calore, in linea con le medie stagionali di un periodo ormai climaticamente antico, e cioè le medie 1960-1990. La media delle minime di aprile a Reggio, infatti, è stata di +14,2°C e quella delle massime di +19,0°C. La massima assoluta era stata +21,5°C!

Per farci un’idea di cosa, solitamente, può essere il clima Mediterraneo in un mese come maggio, non dobbiamo andare molto indietro: basterebbe ripercorrere lo scorso maggio, il 2009: a Reggio la media delle minime fu di +18,2°C e quella delle massime +24,3°C con una massima assoluta di +30,7°C, un altro picco superiore ai +30°C, tre superiori ai +29°C e due superiori ai +28°C.
Dopotutto la seconda metà di maggio 2009 era stato un vero e proprio antipasto d’estate, a fronte di una prima metà del mese decisamente fresca e anche a tratti piovosa. Ma maggio 2009 aveva fatto registrare ben 17 giorni di cielo sereno, quasi il triplo rispetto a quelli di quest’anno.

A livello pluviometrico, le piogge più intense hanno colpito le zone interne e alcune aree della Calabria centro/settentrionale tirrenica. In montagna ha piovuto tantissimo tanto che, ancora oggi, a giugno ormai iniziato, i torrenti siculo/calabri sono quasi tutti ancora in presenza di acqua in discesa dai rilievi verso i mari, soprattutto i bacini che arrivano sul Tirreno e che partono dai massicci più umidi e piovosi.

Alle più alte quote, oltre i 1.800/1.900 metri, sono ancora presenti tracce di neve! Dopotutto abbiamo già avuto modo di parlare della neve che, a metà mese, ha nuovamente fatto comparsa a quote medie sui rilievi Appenninici dell’estremo sud.

E giugno è iniziato rincarando la dose! Il mese è iniziato da appena 16 ore, e la Sila ha già fatto registrare il proprio record di freddo mensile di, almeno, gli ultimi 10 anni. Si tratta della temperatura sottozero di Monte Botte Donato.

Nella prima mattinata dell’estate meteorologica 2010 abbiamo avuto, inoltre, discrete piogge nello Stretto: 16mm a Messina, 10mm a Reggio.

Nello stupore generale di una popolazione ancora duramente segnata dai gravissimi fenomeni di dissesto idrogeologico degli ultimi mesi (l’alluvione di Giampilieri, le frane di Maierato, San Fratello e Caronia e altri migliaia di smottamenti sulla quasi totalità delle zone interne di Calabria e Sicilia), adesso brulica la paura di una stagione estiva anonima, di un 2010 con una sorta d’inverno infinito.

Ma l’estate arriverà. L’inizio di giugno anche gli scorsi anni era stato freddo e piovoso, sia nel 2009 che nel 2008 ma soprattutto nel 2007 quando nella prima decade del mese la media delle temperature fu in linea con le medie di marzo, quando la neve comparve su Sila, Aspromonte, Etna e Nebrodi già a partire dai 1.300 metri di quota, quando piovve tantissimo così come, dopotutto, l’anno scorso.

Lo ’spettro’ di un’estate fresca e piovosa (stile 2002 o 2006, per intenderci) dovrebbe essere scongiurato, almeno statisticamente, dalla teoria di compensazione naturale: dopo gli eccezionali surplus idrici degli ultimi mesi, l’estate è proprio la stagione adatta per una lunga pausa anticiclonica.

Ma c’è un altro tipo di statistica. Si chiama cabala, e ci dice che le estati più piovose degli ultimi anni sono state proprio 2002 e 2006. Una ogni quattro anni. Ogni volta che si giocano i mondiali di calcio.
Sta all’estate 2010, meteorologicamente iniziata da poche ore, confermare o smentire cabale e statistiche che, ancora oggi, sono l’unico appiglio per una previsione meteorologica a lungo termine. Con evidenti limiti e una validità scientifica pari a zero.

Certo è che se quest’estate fosse davvero piovosa, nella prospettiva dell’autunno 2010 e poi dell’inverno 2010/2011, per il territorio Calabro/Siculo, già zuppo della tanta acqua piovuta giù nelgi ultimi anni e messo a dura prova, negli ultimi mesi, dalla violenza estrema dei fenomeni meteo, sarebbero davvero dolori.

http://www.meteoweb.it

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