“Partiamo da una situazione piuttosto grave perche’ il disavanzo non e’ stato ancora quantificato e questo costituisce un grande limite all’azione di risanamento della sanita’ in Calabria“. Cosi’ ha
esordito il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, davanti alla commissione d’inchiesta sugli errori sanitari ed i disavanzi sanitari regionali. Scopelliti ha sottolineato “la necessita’ di individuare i costi reali” stigmatizzando – spiega una nota della commissione – l’operato dell’advisor attuale, la Kpmg, “che non sara’ in grado di presentare il rendiconto sulla situazione finanziaria entro il termine, inizialmente previsto, di fine luglio.” Tra i temi emersi durante l’audizione, quello dell’emigrazione sanitaria, un problema che, oltre ad andare ad aumentare le spese per le aziende sanitarie e il disavanzo complessivo, e’ indice della qualita’ negativa delle prestazioni. All’emigrazione sanitaria in altre regioni (soprattutto per chemioterapia, artrosi al ginocchio e angina pectoris) sono attribuibili 238 milioni euro. Oltre a questo, e’ emersa una spiccata inappropriatezza dei ricoveri, stimata del 16% nel 2008 e frutto, secondo quanto riferito dal Governatore regionale, della mancanza di un’efficiente rete territoriale per le emergenza e le urgenze, rete che sara’ tra le priorita’ del risanamento previsto dal piano di rientro. “Tra i punti su cui interverremo – ha annunciato SCopelliti – l’esubero del personale, pari a 3500 unita’. Sono 23.500 dipendenti della sanita’ calabrese ed entro le prossime settimane si spera tagliarne circa 500 con un risparmio di 2 milioni di euro”. Quanto alla riconversione e la chiusura degli ospedali, e’ stato riferito, i risparmi sul triennio saranno tra i 55 e i 65 milioni di euro. “Per avere una sanita’ efficiente non dobbiamo dimenticarci del privato, che spesso rischia di cadere nelle mani delle lobby. Vogliamo una rete che integri privato e pubblico per creare centri di eccellenza ed evitare gli accreditamenti a iosa” ha detto Scopelliti che ha inoltre denunciato la carenza di una classe dirigente in grado di recepire le sfide per il risanamento della sanita’ calabrese. “Il nostro problema – ha aggiunto – non e’ solo quello del disavanzo ma la necessitra’ di creare una sanita’ di qualita’ sul territorio. Quel che e’ certo – ha sottolineato Scopelliti – e’ che i direttori generali degli ultimi dieci anni non avranno peso nella ristrutturazione in corso. La sanita’ deve avere figure in grado di rispondere a logiche manageriali di investimenti e capacita’. Per questo annunciamo la nascita, a breve, di una scuola di alta formazione per professionisti in grado di creare la classe dirigente sanitaria dei prossimi anni”.




