Il 64esimo anniversario di Autonomia della Regione Siciliana è stato il tema di un
convegno svoltosi oggi nell’Aula Magna dell’Università di Messina ed al quale ha
preso parte un numeroso pubblico di docenti e studenti dell’Ateneo.
In apertura dei lavori, il Rettore, prof. Francesco Tomasello, ha sottolineato come
in questo momento nel nostro Paese sia forte il dibattito sulle autonomie, prova ne
sia la recente legge sul federalismo fiscale, che per le popolazioni del Sud
costituisce uno strumento attraverso il quale vengono attivati due meccanismi,
quello della responsabilità dei cittadini e quello della solidarietà. Il Rettore si è
soffermato sul parallelismo tra l’autonomia della regione siciliana e l’autonomia
delle università, in riferimento, rispettivamente, alla già approvata legge sul
federalismo e a quella, in discussione, sulla riforma del sistema universitario
italiano, ribadendo con accenti appassionati il suo no all’eventuale compressione
dell’autonomia universitaria “ che è un valore, un patrimonio ai quali non è
assolutamente possibile rinunciare”.
In conclusione del suo intervento, il Rettore ha lamentato come la Sicilia “così
ricca di storia, tradizioni e con un patrimonio culturale ai primissimi posti del
mondo non sia riuscita in tutti questi anni di autonomia a valorizzare questi suoi
tesori per l’incapacità della classe politica, per la mancanza di organizzazione e
l’assoluta assenza di progettualità” ed ha ricordato compiaciuto il risultato
positivo della sanità siciliana i cui conti, che grazie al lavoro e all’impegno
dell’assessore Russo, sono tornati in ordine e ciò eviterà ai siciliani di dovere
faqre fronte a nuove tasse, come invece accadrà ai cittadini delle regioni con i
conti in rosso.
Il prof. Luigi Ferlazzo Natoli, Preside della Facoltà di Economia, dopo essersi
chiesto, provocatoriamente, se oggi si va a celebrare o piuttosto a commemorare lo
Statuto Siciliano, ha ricordato l’importanza fondamentale del movimento separatista
di Finocchiaro Aprile nell’ottenimento del nostro statuto da parte del governo
centrale ed ha richiamato l’attenzione sugli articoli 36 e 37, concernenti la potestà
tributaria della Regione Siciliana (le tasse pagate dai siciliani sarebbero dovute
affluire al nostro bilancio regionale) che via via col trascorrere degli anni è stata
pesantemente compressa, prima dalle sentenze dell’Alta Corte Siciliana e poi dalla
Corte Costituzionale.
Il Preside di Economia, infine, ha spiegato che ci sarà un “tavolo tecnico tra il
governo
centrale ed i rappresentanti delle regioni nel quale bisognerà allineare tutti gli
statuti di autonomia delle regioni a statuto speciale con i decreti attuativi delle
legge sul federalismo” sottolineando comunque che stiamo vivendo una fase nella quale
si riscontra “un appiattimento delle regioni a statuto speciale rispetto a quelle a
statuto ordinario”.
Il prof. Andrea Romano, Preside della Facoltà di Scienze Politiche, ha delineato gli
aspetti storicistici dello Statuto, puntualizzando come le Università siciliane
rappresentino le sedi più idonee per una riflessione scientifica sullo Statuto
siciliano. Romano ha ricordato, poi, che la ricorrenza di oggi non deve essere posta
in contrapposizione con i contestuali festeggiamenti dei 150 anni della Repubblica
italiana e che l’esito del referendum Monarchia-Repubblica si concluse con una
maggioranza di pochi punti percentuali a favore della repubblica:“Se i siciliani si
fossero recati in massa alle urne il risultato poteva benissimo essere ribaltato a
favore della monarchia”.
Sono seguiti gli interventi dei relatori: la prof. Daniela Novarese, docente di Soria
delle istituzioni politiche della Facoltà di Scienze Politiche, che ha trattato il
tema “Alle origini dell’Autonomia regionale: dai progetti allo Statuto”, il prof.
Alberto Russo, docente di Diritto costituzionale comparato, che ha parlato su “Lo
Statuto speciale fra mancata attuazione e tentativi di ridimensionamento” , il prof
Pierangelo Grimaudo, docente di Istituzioni di diritto pubblico della Facoltà di
Economia, che ha svolto un intervento su “Le autonomie locali nell’ordinamento della
Regione Siciliana”, il prof. Maurizio Ballistreri, docente di Diritto del lavoro
della Facoltà di Economia, che si è intrattenuto su “Il diritto del lavoro e le
politiche sociali nello Statuto regionale”.




