“La necessità di riaprire l’area funzionale della specialistica ambulatoriale, di dotare i poliambulatori di adeguate attrezzature, di assicurare una capillare distribuzione dei presidi
specialistici extra-ospedalieri su tutto il territorio regionale scaturisce da fatti vissuti”. E’ quanto afferma il periodico d’informazione medica on line “Medicina e territorio”. “Senza un’efficiente assistenza specialistica – si aggiunge – non si razionalizza l’accesso agli ospedali, non si attua la prevenzione, non s’incrementa la capacità dell’offerta, non si migliora il livello di qualità delle prestazioni e non si riducono le liste di attesa. Allo stato attuale il Servizio sanitario nazionale calabrese spende per l’assistenza ambulatoriale circa l’uno per cento dell’intera spesa sanitaria. In termini finanziari ciò significa che i 450 specialisti ambulatoriali calabresi eseguono una decina di milioni di prestazioni a un costo veramente irrisorio. Esperti in economia sanitaria hanno dimostrato che qualora l’onere per l’assistenza specialistica ambulatoriale fosse elevato al doppio dell’attuale, vale a dire l’un per cento in più dell’intera spesa sanitaria, il risparmio per l’assistenza ospedaliera, per il solo effetto filtro al ricovero improprio, sarebbe del 4%. Non è stato possibile da parte degli esperti quantificare, invece, il beneficio economico nel settore della prevenzione conseguente al potenziamento dell’attività specialistica ambulatoriale, ancorché essi abbiano affermato, che il potenziamento di tale attività avrebbe inciso in maniera determinante sulla promozione e sulla tutela della salute”. “A fronte dell’esiguità dell’onere complessivo dell’assistenza specialistica ambulatoriale – sostiene ancora ‘Medicina e territorio – non si riesce a capire il motivo per cui da anni si parla di politica sanitaria del Territorio e nei fatti si continua ad operare per distruggere la medicina pubblica. Una classe politica sufficientemente sputtanata, sia a destra come a sinistra, ha sempre favorito le lobby private e dialoga con esse. Anche oggi la Giunta Scopelliti parla con il privato e ignora il pubblico. Il Ministro Fazio lo ripete ad ogni passo, e Medicina & Territorio lo registra, che la garanzia della continuita’ terapeutica la dà soltanto il servizio pubblico, cosi come solo il servizio pubblico sia l’unico in grado di assicurare l’assistenza specialistica a collettività di soggetti come i tossicodipendenti, i disabili psichici, i consultori materno infantili, gli anziani, i portatori di handicap e i detenuti. Siamo convinti che oggi il cittadino voglia migliorare la sanità nel nostro paese, e lo voglia fare restituendo al medico la dignità e l’efficienza che aveva al tempo della ‘mutua’”. “Il futuro della nostra sanità – conclude Medicina e territorio – poggia su due elementi fra loro intimamente collegati: attribuzione alla Regione della piena responsabilità gestionale ed attribuzione ai medici della massima responsabilità professionale”.




