
di Peppe Caridi – La carta del Ponte è stato uno degli assi nella manica di Scopelliti durante la campagna elettorale. Il neo-governatore s’è detto fortemente favorevole alla realizzazione del manufatto mentre Loiero rivendicava la propria contrarietà.
Domenica e lunedì si votava anche a Villa San Giovanni per eleggere il nuovo Sindaco e il nuovo consiglio comunale. Un voto importante non solo per il ruolo strategico del porto di Villa San Giovanni ma, in prospettiva, anche e soprattutto per il Ponte sullo Stretto. A Villa la campagna elettorale s’è svolta quasi esclusivamente su temi legati i trasporti, la viabilità e il Ponte. E ha vinto il centrodestra, per la prima volta nella storia. Infatti, dopo una lunga tradizione di Amministrazioni democristiane, con la seconda repubblica il Comune di Villa San Giovanni era sempre stato amministrato, negli ultimi 17 anni, dal centrosinistra.
Il nuovo Sindaco di Villa San Giovanni è Rocco La Valle, che con il 46,6% delle preferenze ha battuto il candidato del Pd, Cosimo Calabrò, fermo al 34,7%. A dimostrazione dell’importanza di Villa San Giovanni, va sottolineata la presenza di tre neo-consiglieri Regionali alla festa del neo-Sindaco La Valle, che ha stappato lo spumante insieme a Santi Zappalà, Sindaco di Bagnara Calabra e secondo eletto nelle liste del Pdl della provincia Reggina con 11.078 voti, Luigi Fedele e Alessandro Nicolò tutti del Pdl.
Proprio il Pdl aveva puntato moltissimo sulla storica conquista del comune di Villa, e il nuovo Sindaco dalle primissime dichiarazioni ha fatto riferimento proprio alla viabilità, uno dei problemi più seri di Villa legato ai disagi dovuti al traghettamento: “Il nostro primo obiettivo è quello di migliorare la viabilità – ha detto Rocco La Valle – e per questo motivo sogno di realizzare gli approdi a sud” di cui si parla da molti anni.
Intanto, oggi, tutti i Comuni che si affacciano sullo Stretto sono amministrati dal centrodestra. Così come le due Regioni e una delle due province (quella di Messina). L’ultimo fortino della sinistra rimane la Provincia di Reggio Calabria, dove comunque si voterà l’anno prossimo. Dopo le politiche del 2008, trionfali per Berlusconi e il centrodestra dopo una campagna elettorale in cui il Ponte era stato il principale cavallo di battaglia in tutto il Mezzogiorno, i risultati di Villa San Giovanni e della Calabria confermano che la realzzazione della grande opera è un dovere politico, un impegno da mantenere nei confronti degli elettori.
Elettori-cittadini che evidentemente il Ponte lo vogliono ma che sono stanchi di esser presi in giro dopo decenni di promesse, convegni, libri, sogni e parole su un collegamento stabile che ancora non c’è: ora non ci sono più alibi, servono i fatti.
Altrimenti tra qualche anno questi stessi cittadini oggi ancora speranzosi e fiduciosi non potranno che chiedere il conto.





