
di Franco Quattrone* – Ho letto, con attenzione interessata, le considerazioni apparse su Strill su alcune disfunzioni del nostro sistema sanitario, anzi, per meglio dire, su alcuni dei servizi dell’Asp 5 di Reggio Cal.
Ho vissuto personalmente e continuo a vivere le esperienze, oggettivamente allucinanti, denunciate in precedenza. Voglio dare atto agli estensori delle precedenti note di aver raccontato, magari anche edulcorando la descrizione, la loro permanenza nei gironi infernali della Asp. Ho riflettuto a lungo sulla opportunità di aggiungere la mia testimonianza alle altre e forse avrei continuato a tacere, ma due ultime notizie apparse sui giornali mi hanno convinto della necessità e dell’urgenza di una ulteriore e chiara presa di posizione anche da parte mia sentendomi autorizzato oltre che come utente, dall’essere stato un politico che ha tentato con passione di far crescere i livelli delle prestazioni sanitarie nella nostra città.
Cerco di articolare per punti i problemi:
I locali aperti al pubblico sono assolutamente indecorosi: strutture murarie fatiscenti, intonaci crollati e non rattoppati, pavimenti in parte divelti, bagni inaccessibili perché guasti o non frequentabili per carenza di….pulizia, ascensori spesso non funzionanti, seggiole rotte,ecc. Il tutto da subito l’idea di noncuranza, di scarsa attenzione e….. non diciamo il resto per carità di patria.
Per raggiungere i piani alti e poter usufruire di una visita specialistica serve non avere problemi motori, essere bravo a scansare mattonelle divelte, avere fortuna con la sedia per non cadere a terra ecc. L’apoteosi dei disagi, della burocrazia e di quant’altro, tanto, c’è di negativo è solennemente celebrata in occasione delle visite per ottenere riconoscimenti per invalidità o L.104.
La farmacia dell’Asp, sita nel palazzo antistante, ha un solo sportello, sito in una minuscola stanzetta . Considerati il numero degli ammalati costretti a rifornirsi di farmaci essenziali ottenibili solo lì, il tempo necessario per adempiere agli obblighi burocratici preliminari all’ordine od alla consegna del farmaco, le attese sono lunghe. Solo da poco, grazie alla comprensione della dott. Morabito, è possibile per qualche paziente in attesa sedersi al riparo. Gli altri, i più, aspetteranno in piedi…spesso fuori ed al freddo.
Avevo letto con soddisfazione e speranza il decreto legislativo 3/10/2009 n°151, finalizzato a rendere più efficienti i servizi sanitari e facilitare l’accesso ai cittadini utilizzando le farmacie opportunamente dislocate in tutto il territorio. Tutto a costo zero per i contribuenti, senza aggravio di costi per l’Asp ma, addirittura, con risparmi per gli utenti e con risparmio complessivo della spesa sanitaria. Bene! Finalmente, ho pensato, sono finite le lunghe file per effettuarle, è finito il disagio causato dal doversi recare con difficoltà notevoli, macchina, parcheggi ecc. presso l’ufficio di prenotazione e gli altri sportelli necessari.
Tre mesi dopo l’Asp 5 annunciava l’inizio della “sperimentazione” solo in 5 farmacie di tutto il territorio comunale, di uno dei servizi previsti: prenotazione e ritiro di esami diagnostici .
Mi sono posto il problema del perchè solo 5 farmacie e non tutte, vanificando lo spirito del decreto. La soluzione ed i vantaggi che vedevo vicini si erano improvvisamente allontanati.
Mi sono arrovellato tra due alternative : a) che le farmacie indicate fossero le uniche ad essersi rese disponibili ad attuare il decreto, b) che la scelta fosse motivata da qualche altra importante ragione non desumibile dal comunicato dell’Asp e riconducibile alla norma.
Ho cercato di approfondire rileggendo il decreto ed ho avuto conferma che i servizi che potrebbero essere erogati dalle farmacie, o tramite le stesse, sono molteplici e tutti rilevantissimi e che la nostra quotidiana particolare vita di ammalati gravi potrebbe, non solo, essere agevolata ma che sarebbero abbattuti i tempi e, per certi servizi addirittura, potrebbero essere eliminati alcuni costi
Animato da spirito ….critico accusatore ho voluto chiedere alla farmacia, che purtroppo sono costretto a frequentare spesso, perché non avessero attivato il servizio di prenotazione e consegna e gli altri servizi. La risposta è stata …..stupefacente “ non solo avevano dato tempestivamente la disponibilità all’ASP per quel servizio ma avevano chiesto di attivare tutti quelli previsti dal detto decreto. Ma la Asp non aveva risposto e non sapevano perché la loro istanza non fosse stata accolta”
Eppure il decreto” Individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale” è finalizzato a far risparmiare spesa al sistema sanitario ed a rendere migliori servizi ai cittadini; insomma ad avvicinarci ad una sanità più umana, pronta, sollecita, vicina e meno burocratica e parolaia.
Sono rimasto perplesso e ho tentato di riuscire a darmi una ragione del perché la farmacia utilizzata non possa darmi il servizio. Senza risposta mi è rimasto il dilemma: sono obbligato alla scelta di altra farmacia o a rinunciare al vantaggio?
E passato poco meno di un mese ed ho avuto occasione di leggere alcune delle delibere della giunta regionale conseguenti al famoso piano di rientro della sanità calabrese.
Dalla lettura delle stesse ho ricavato che una ulteriore congerie di adempimenti burocratici, di relazioni statistiche ed altro impedirà una sollecita distribuzioni di farmaci essenziali per i cardiopatici, per gli utilizzatori di ossigenoterapia, di cancro e di altre gravi infermità. Già oggi, come fruitore di o/24 ( ossigeno 24 ore su 24) sono costretto almeno due volte all’anno a far verificare ( sempre dopo file, prenotazioni, attese, ecc.) il mio fabbisogno di ossigeno medicale, nonostante sia conclamata e nota nel mondo la irreversibilità della mia malattia, broncopatia cronica ostruttiva, ( basta il nome del male) ed è universale la “cura” di sopravvivenza fondata sull’ossigenoterapia.
Penso che le verifiche in questi casi servano solo per verificare la mia permanenza tra i vivi ed il non ottenimento del miracolo della guarigione.
Ma la regione spera di risparmiare aumentando i controlli.
Nuove file ci attendono presso la farmacia dell’Asp per ritirare altri farmaci sempre più difficili da ottenere.
Direi che sembrerebbe che la causa del disastro dei conti della sanità regionale siano i malati gravi. Forse (sono pochi percentualmente e si può pensare di risolvere in maniera “finale” il problema) la scelta è di ipercontrollarli e vessarli per accelerane la dipartita.
Continuando a mantenere per il resto una sanità allegra e di annunci di sperimentazioni su quelli che pure sono diritti sanciti da leggi dello stato: avere servizi utilizzabili immediatamente senza aumento e con risparmio di costi che invece si tenta di recuperare ………come ? Non voglio neppure pensarlo.
* Avvocato ed ex Parlamentare della Repubblica




