Così come avvenuto tra la fine del 2008 e nel mese di gennaio del 2009 ci ritroviamo a fare i conti con veri e propri disastri ambientali, le cui cause non sono certamente da addebitare solo alle condizioni meteorologiche particolarmente avverse.
Vi è senza dubbio una responsabilità degli organi istituzionali regionali “poco attenti” alle politiche di prevenzione e tutela del territorio.
Sin da allora infatti era evidente la necessità di attuare un piano programmatico di prevenzione del territorio regionale, di concerto con gli amministratori locali i quali nell’evidenziare l’esigenza improrogabile di interventi immediati, nel contempo avevano richiesto a viva voce che si andasse oltre la predisposizione degli interventi necessari legati all’emergenza. Ciò correlativamente all’esigenza di dover concertare con gli organi di vertice regionali, progetti relativi alla prevenzione e tutela dei propri territori, il cui adempimento avrebbe consentito di concretizzare “giorno dopo giorno” la definizione e realizzazione di piani programmatici di interventi nelle “zone a rischio” dei propri comuni di riferimento.
Il dissesto idrogeologico del territorio e le condizioni particolari del litorale costiero sono di pubblico dominio, così come “ le eventuali emergenze ambientali” sono facilmente individuabili se rapportate alle esigenze di prevenzione dei centri montani e costieri più esposti agli eventi atmosferici ad alta densità.
Ciò che è avvenuto circa un anno fa e ciò che si sta verificando oggi avrebbe dovuto indurre gli organi istituzionali regionali ad avviare una concreta inversione di tendenza, affinché la nostra Regione non possa, non debba vivere solo di “invocazioni, di richieste di stati di emergenza e calamità naturali”.
Nello specifico del litorale costiero reggino e di alcuni centri dell’entroterra, devastati dal maltempo che imperversa in questi giorni, da Bocale a Marina di Gioiosa a Caulonia e Monasterace, l’esigenza di consentire ai comuni la realizzazione di un programma di risanamento ambientale, idrogeologico e di messa in sicurezza del proprio territorio, di concerto con la Regione era stata da me evidenziata sin dall’anno scorso in sede di discussione della manovra di bilancio, con la presentazione di una serie di emendamenti che prevedevano lo stanziamento di somme ed altre modalità di finanziamento da impiegare per tali finalità.
Esigenza prioritaria di messa in sicurezza del territorio di essi comuni, più volte espressa anche attraverso interrogazioni rivolte al Presidente della giunta Regionale, da me presentate nel corso di questa Legislatura.
Riguardo al comune di Caulonia, già qualche anno fa feci presente, con un’interrogazione specifica, la situazione a grave rischio del territorio, che “subì una tremenda alluvione nell’ottobre del 1951, ed un altro segnale inquietante arrivò con il nubifragio del 2000, quando molti centri della Locride furono colpiti, e tra questi anche Caulonia che dovette registrare per il suo centro storico pericolosi smottamenti, in particolare nei quartieri di Maietta e Tinari, tali da mettere in pericolo la permanenza dei cittadini abitanti la parte più alta di Piazza Baglio, nella zona adiacente al castello”. (cit. test.).
Ad oggi non risultano da parte della Regione interventi significativi per risanare il grave dissesto idrogeologico, e poco o nulla è stato fatto, in una zona dove il territorio è caratterizzato da forti dislivelli ed è geologicamente giovane.
Ed ora è invece il momento di intervenire tempestivamente affinché le popolazioni di Caulonia e zone limitrofe non debbano affrontare i prossimi mesi con grande ansia e preoccupazione, stante questa situazione di grave rischio alluvione e smottamenti che mette constantemente a repentaglio la sicurezza dei residenti e delle abitazioni.
On. Giovanni Nucera
Consigliere Regionale
Regione Calabria




