
di Claudio Cordova – Una Reggio Calabria blindata accoglie i ministri Maroni e Alfano giunti in riva allo Stretto per fornire le risposte che la città attende dopo l’attentato dinamitardo subito alcuni giorni fa dalla Procura Generale. E’ ingente, infatti, lo spiegamento di forze messo
in piedi per il supervertice in Prefettura, al quale partecipano, tra gli altri, il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, i sottosegretari Nitto Palma e Mantovano, i procuratori Pignatone e Creazzo, il capo della Direzione Anticrimine Centrale, Franco Gratteri, e i vertici delle forze dell’ordine. Gli ultimi a fare il loro ingresso all’interno del Palazzo del Governo, poco dopo le 16, sono proprio il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Due ore per prendere in esame le contromisure da adottare nei confronti della ‘ndrangheta che pochi giorni fa ha sferrato un attacco alle Istituzioni come mai aveva fatto nella propria storia. E’ il Ministro Maroni a rendere noti i quattro punti principali all’interno dei quali possono essere sintetizzati i provvedimenti che il Governo intende adottare: verranno rimodulate, tramite incarichi assegnati al Prefetto e al Questore, le misure di protezione nei confronti dei magistrati e di tutti coloro si battono nella lotta alla ‘ndrangheta; verrà messo in atto un potenziamento delle strutture investigative; maggiore attenzione sarà dedicata al sequestro e alla confisca dei beni in possesso della ‘ndrangheta; per contrastare l’infiltrazione nelle opere pubbliche, infine, a Milano il Comitato per le Grandi Opere vigilerà sulla corretta aggiudicazione degli appalti.
E’, in particolare, il secondo punto a essere assai interessante: “Da lunedì prossimo – afferma il Ministro Maroni – giungeranno a Reggio 121 nuove unità investigative che andranno a sommarsi ai 20 nuovi rinforzi già inviati nel 2009. Riteniamo – aggiunge Maroni – che sia la soluzione migliore, sebbene l’invio dell’esercito sia un’ipotesi che abbiamo valutato”. Più uomini, ma anche più risorse per Reggio e la Calabria: ai 206 milioni previsti dal Pon Sicurezza, verranno aggiunti ulteriori fondi che il Ministero dell’Interno fornirà al Comune di Reggio Calabria affinché si realizzi un efficiente servizio di videosorveglianza. Quanto al contrasto economico alla ‘ndrangheta, Maroni annuncia l’istituzione dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, che avrà sede proprio a Reggio Calabria: “Stasera stesso – afferma – parlerò col sindaco Scopelliti che mi fornirà le indicazioni su alcune possibili sedi”.
Assai importanti sono anche i provvedimenti annunciati dal Guardasigilli Alfano: “Nella nostra legislazione – esordisce il Ministro – non è contemplato il termine ‘ndrangheta e questa è una lacuna che colmeremo immediatamente, inserendo tale termine nei nostri codici. Il controllo passa anche per una rivoluzione culturale e le parole pesano come pietre”.
Ma, ancor più pesanti delle parole, saranno i provvedimenti annunciati da Alfano: “L’ufficio del Procuratore Pignatone – dice – verrà potenziato con tre nuovi sostituti, mentre il Procuratore Generale Di Landro, vittima, con tutti i colleghi, del gesto, potrà contare su altri due sostituti pg. Ulteriori mezzi, umani e tecnologici, verranno forniti anche all’ufficio Gip-Gup che è importantissimo perché è quello che dispone le ordinanze contro le cosche”. E’ assai deciso il Guardasigilli Alfano: “La ‘ndrangheta ha paura – spiega – e per questo attacca, ma noi non ci faremo intimidire: la prossima settimana sarò nuovamente in Calabria per incontrare i vertici degli uffici giudiziari”. E ripartendo alla volta di Roma, Alfano ha anche annunciato un’accelerazione riguardante i lavori dl carcere di Arghillà. Secondo quanto annunciato dal Ministro Maroni, inoltre, verrà prorogato il Patto Calabria, che prevede l’impiego, negli uffici giudiziari, di sessanta lavoratori interinali.
Il Ministro Maroni “snobba”, invece, il ritrovamento, oggi, di un petardo inesploso nei pressi di un ingresso secondario dell’aula bunker di Reggio Calabria: “Si tratta di un residuo dei botti di Capodanno – dice – che, però, ci fa riflettere sull’efficienza degli impianti di sorveglianza e di anti-intrusione”.
Insomma, tramite l’invio di fondi, uomini e mezzi, nonché tramite la realizzazione di nuovi impianti anti-intrusione, il Governo decide di mettere in atto una “combine” tra Ministeri dell’Interno e della Giustizia al fine di fiaccare la forza della criminalità organizzata calabrese.




