
Nei locali della Procura di Palmi, titolare delle indagini sulla rivolta esplosa nella serata di giovedi’ a Rosarno, si è svolta una riunione convocata dal procuratore capo Giuseppe Creazzo.
Gli inquirenti, in particolare, hanno voluto far luce, oltre che sul ferimento degli immigrati da cui e’ scaturita la rivolta dei braccianti africani, anche sulle spedizioni punitive dei giorni successivi contro gli stranieri. Al centro dell’attenzione anche il possibile ruolo dei clan della piana di Gioia Tauro nella vicenda. Durante il vertice, sia la Polizia che i Carabinieri hanno ricostruito i fatti scoppiati il 7 gennaio scorso con il ferimento di due immigrati a colpi di fucile ad aria compressa. Quella e’ stata la scintilla che ha provocato la rivolta degli extracomunitari e successivamente la risposta di gruppi di persione di Rosarno, alcune delle quali armate con fucili cal. 12. Il capo della Procura ha dato incarico agli investigatori di individuare proprio i responsabili di questi ferimenti. Dare un nome e cognome a chi ha sparato potrebbe infatti fornire la risposta all’ipotesi se, dietro la ‘caccia’ all’immigrato, ci sia stato o meno il ruolo della ‘ndrangheta.




