CITTADINANZA DEMOCRATICA SCRIVE AL MINISTRO PRESTIGIACOMO E ALL’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE GRECO: NELLA PIANA DI GIOIA TAURO DOVE ESISTEVA IL POLMONE VERDE DELLA CALABRIA VI È IL DEGRADO AMBIENTALE ELEVATO A SISTEMA. CHIEDIAMO UNA MAGGIORE PRESENZA E ATTENZIONE DA PARTE DELLO STATO.
I 110.000 ettari a colture specializzate della Piana di Gioia Tauro e dell’entroterra collinare, rappresentano una realtà economica abbandonata a se stessa e un polmone verde regionale e italiano di rilevante interesse, sottoposto a scempio quotidiano da una classe politica totalmente assente dal territorio. Una importanza a sé riveste la foresta di ulivi secolari della Piana di Gioia Tauro. Sono matusalemme dal portamento vegetativo abnorme, esemplari dai 1000 mc in su di verde, unici al mondo che in questi ultimi tempi vengono tagliati, ridotti a monconi, per ricavare una media di 2000 ql ad ettaro di legna, e il ricavo di 30.000 euro. Si può avere al più un raddoppio del valore per i tronchi adatti a parquet. Oppure vengono estirpati, per la vanità di quanti li vogliono come ornamento di ” oggetti secolari” nei giardini delle case del nord Italia. In un tempo non lontano, le coscienze impregnate dalla sacra venerazione dei secoli passati rendeva questo vegetale intoccabile. Recidere un ramo era considerata una bestemmia. Oggi questo immenso parco subisce l’incuria estrema per colpa di una classe politica che per la Piana di Gioia Tauro ha dimostrato nessuna attenzione alla tutela dell’ambiente, della salute e del territorio. Prova ne sia che in queste zone si ha il più alto numero di decessi ogni 100.000 abitanti dovuti ad emissione di polveri sottili che è uguale alle zone più inquinate d’Italia.




