La Procura della Repubblica di Catanzaro ha avanzato richiesta il rinvio a giudizio di 39 persone nell’ambito dell’inchiesta “Poseidone”, avviata nel 2005 dall’allora sostituto procuratore Luigi de Magistris su presunti illeciti che sarebbero stati commessi nel settore della depurazione in Calabria.
Dopo l’avviso di conclusione delle indagini emesso a settembre nei confronti di quaranta persone, adesso il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli ha sottoscritto anche la richiesta di processare gli indagati – tutti tranne Stefano D’Argenzio, 58 anni, di Pisa -. Tra questi spiccano Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Giunta regionale calabrese, nonche’ legale rappresentante pro tempore del Commissariato straordinario per l’emergenza ambientale; Domenico Antonio Basile, ex assessore all’Ambiente della Regione Calabria; Giovambattista Papello, ex responsabile unico del procedimento presso l’ufficio del commissario; diversi funzionari pubblici ed imprenditori. Associazione per delinquere, concussione, falsita’ ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, favoreggiamento personale, truffa, tentata turbata liberta’ degli incanti, abuso d’ufficio, le ipotesi delittuose che, a vario titolo, comparivano gia’ nell’avviso di conclusione delle indagini, anche se ora, a seguito degli interrogatori effettuati dopo la notifica di quel provvedimento, alcuni capi d’accusa sono stati rimodulati. Sulla richiesta di rinvio a giudizio si pronuncera’ il giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo.




